Acquapendente, approvato ordine del giorno contro la pena di morte

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ACQUAPENDENTE – Il Consiglio Comunale di Acquapendente approva all’unanimità un breve Ordine del Giorno contro la pena di morte.

“Confermiamo la Nostra adesione”, si sottolinea, “all’iniziativa della Comunità di Sant’Egidio “Città per la Vita / Città contro la pena di Morte – City for life / Cities against the Death Penality” e dichiariamo il 30 Novembre giornata cittadina. Confermiamo, inoltre, il Nostro impegno a fare di questa adesione motivo di accresciuta responsabilità, operando in tutti gli ambiti di propria competenza perché siano assicurati spazi di adeguata informazione e sensibilizzazione sulle motivazioni del rifiuto di tale pratica e sul progresso della campagna abolizionista nel mondo”. Prima della ratificazione del testo, l’Assessore Valeria Zannoni introduce l’argomento in questione puntando sul significato di una iniziativa e l’individuazione della torre del Barbarossa quale monumento da illuminare durante la giornata.

Ad approfondire spetta al consigliere della lista civica di minoranza Francesco Luzzi che condivide l’iniziativa ricordando l’aumento del numero degli Stati dove si applica la pena di morte e l’aumento delle esecuzioni. Oltre al coinvolgimento di altri Comuni Luzzi auspica che venga illuminato anche il monumento a Girolamo Fabrizio. Prima della votazione l’intera assise sottolinea come ci sia fermissima convinzione che “ogni comunità cittadina, per voce dei propri organi rappresentativi, possa operare quale soggetto collettivo capace di concorrere all’accrescimento del rispetto della vita e della dignità dell’uomo in ogni parte del mondo”. In vista della votazione sulla risoluzione delle Nazioni Unite per una moratoria universale delle esecuzioni capitali che si terrà nel mese di Dicembre 2016 in seno all’Assemblea Generale dell’Onu, monta purtroppo la preoccupazione che “permane ancora in molti Stati questa pratica disumana”. L’ordine giorno diventa quindi, “una piccola ma importante ferma volontà di dichiarare le necessità di una decisa accelerazione per la definitiva scomparsa della stessa dal panorama giuridico e penale degli Stati”.

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