Cinghiali nella Tuscia, interviene Pietro Casasole

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ACQUAPENDENTE – Il Cavaliere Pietro Casasole (Coordinatore Provinciale Caccia Sviluppo Territorio Sezione Provinciale di Acquapendente) interviene sulla specialità di caccia al cinghiale. “Il problema”, sottolinea, “è senza dubbio di grande gravità. Da molti anni tutti parlano di “contenimenti di questi amimali” tanto che c’è chi sostiene di fare catture con gabbie per poi trasferirli altrove.

Ma, adottare questo metodo, vorrà dire tanto danneggiare le zone libere da questa specie quanto creare danni anche dove non sussistono. La Regione Lazio, in primis, deve invece controfirmare il prima possibile una convenzione seria ed operativa con la Polizia Provinciale, riassegnandoli il coordinamento della gestione dei cinghiali, con i selecontrollori abilitati e sotto lo stretto controllo della Polizia provinciale stessa.

Ed, inoltre, allargare le battute nei Parchi e nelle Riserve Naturali e nelle oasi. Per quanto riguarda le battute nelle zone assegnate, come previsto da nuovo disciplinare firmato dalla Regione Lazio il 4 Agosto 2016, prolungare le stesse fino a tutto il mese di Febbraio nelle giornate di Sabato e Domenica. Inoltre chiediamo che le A.T.C. territoriali di caccia, nell’applicazione del nuovo disciplinare, siano meno polemiche e più uniformi. Ci domandiamo infatti se vi siano le percentuali cacciabili in forma singola al cinghiale nelle cosiddette zone bianche, visto che il nuovo disciplinare non è chiaro nella durata e validità (sarebbe bene specificare se la durata è di un anno oppure indeterminata). Inoltre come Associazione siamo discordi con la caccia al cinghiale all’interno delle zone faunistiche venatorie. In tutto questo vediamo molto disparità, e ci domandiamo sia perché le battute nelle Aziende devono avvenire secondo il calendario venatorio regionale e non nei giorni stabiliti come il regolamento della braccata esterna sia il perchè i cacciatori che partecipano alla battute nelle aziende faunistiche possono prendere parte anche al altre forme di caccia mentre chi fa parte delle squadre di zona liberà non può farne.

Chiediamo, inoltre, ai responsabili Atc quando verranno fatti i corsi per abilitare i giovani ed i meno giovani in possesso di prima licenza. Chiediamo di essere coinvolti nelle riunioni, in quanto rappresentiamo un vasto e sempre maggiore numero di cacciatori non solo nella nostra Provincia o Regione, ma in tutta la penisola (per eventuali contatti 340-4697736).

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