Concluso l’anno giubilare aquesiano per l’850° anniversario del Miracolo della Madonna del Fiore

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ACQUAPENDENTE – Nella Domenica dedicata alle celebrazioni in onore del Patrono Sant’Ermete, il Vescovo della Diocesi di Viterbo Lino Fumagalli ed il concelebrante parroco di Acquapendente Don Enrico Castauro hanno chiuso ufficialmente con una celebrazione religiosa nella Basilica Concattedrale del Santo Sepolcro l’anno giubilare aquesiano dedicato all’850° anniversario del Miracolo della Madonna del Fiore.

“Nel salutare cordialmente questa comunità”, sottolinea il Vescovo nell’omelia, “mi affido al Patrono affinchè ci sostenga. A quel Martire Ermete decapitato durante il regno dell’imperatore Traiano e che, alla pari degli altri Martiri del primo decennio cristianesimo, ha suscitato ammirazione e stupore nella chiesa antica. Per la Sua fede in Gesù Cristo, la fiducia in Lui, la certezza che lo Stesso rimane sempre. Perché da forza, certezza di vita e generosità. Affidandosi a Dio il Martire Ermete ha convertito tanto la sua famiglia quanto oltre 1200 pagani. Di fronte a tutto questo dobbiamo guardarci all’interno del nostro cuore. Per domandarci se abbiamo la stessa devota Fede. Se partecipiamo alle Sante Messe ed alle processioni dando giusto valore e significato all’incontro con Dio. Incontro fatto di bontà, disponibilità verso gli altri, capacità di solidarietà e condivisione in ogni difficoltà. Ma soprattutto di testimonianza di Fede. In grado di renderci umili e pieni di atti gratuiti. Preghiamo come comunità il Martire Ermete affinchè ci aiuti in questo percorso. Per affrontare la catechesi con l’obiettivo di aiutare i ragazzi a cercare Dio. Regalandoci umiltà, apertura agli altri, unità e solidità” . Graditissima al momento dell’offertorio da parte dei fedeli la consegna da parte dei portatori del Santo la preghiera al Martire scritta a suo tempo dal indimenticato Parroco scomparso Don Luigi Squarcia : “O Sant’Ermete, patrono della Nostra comunità, prima di iniziare la processione attraverso le vie della Nostra Città, Noi, portatori della Tua Immagine, vogliamo chiedere la Tua benedizione su di Noi, sulle nostre famiglie e su tutti coloro che oggi si affidano a Te. Siamo consapevoli della nostra fragilità spirituale, non sempre siamo fedeli agli impegni del Nostro Battesimo e spesso ci troviamo immersi nelle nostre incertezze, paure e contraddizioni. Però confidiamo nella Tua protezione, nel tuo aiuto potente presso Dio e nel sostegno che Tu puoi ottenerci di fronte ad ogni difficoltà ed ostacolo della Nostra esistenza. Tu, dopo aver incontrato il Signore ed esserti convertito a Lui con tutta la famiglia, non hai esitato a professare con coraggio la Tua Fede fino al dono supremo della vita.

Fa che anche Noi, che riteniamo un privilegio di poter portare sulle nostre spalle la Tua immagine, possiamo imitare la Tua Fede e manifestarla apertamente con un coerente impegno di Vita”. Particolarissima la benedizione finale visto che, come sottolineato dallo stesso Vescovo “contiene la volontà di Papa Francesco di dare a tutta la comunità l’indulgenza plenaria”. Inaugurato Domenica 6 Dicembre 2015 da Sua Eminenza Cardinale Edwin Frederick O’Brien Gran Maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro, il Giubileo aquesiano ha vissuto appuntamenti straordinari : Natale del Signore (mese di Dicembre), Epifania, Festa di S.Antonio Abate (mese di Gennaio), Festa della Candelora, Festa della Madonna di Lourdes (mese di Febbraio), Festa di San Giuseppe e Pasqua di Resurrezione (mese di Marzo), Festa Madonna del Quercia e Sacramento della Confermazione (mese di Aprile), Prima Comunione e Festa della Madonna del Fiore (mese di Maggio), festa di S.Antonio da Padova (mese di Giugno), Festa della Beata Vergine del Carmelo (mese di Luglio), Festa di San Lorenzo Martire, Festa di San Rocco (mese di Agosto). Lo stesso Vescovo Lino Fumagalli con vari incontri di catechesi ha “aperto la strada” alla presenza di personalità religiose in grado di inviare messaggi fondamentali: Don Ugo Falesiedi (Parroco di San Lorenzo Nuovo), Don Flavio Valeri (Parroco del Sacro Cuore di Viterbo), Don Luigi Fabbri (Vicario generale della Diocesi), Monsignor Mauro Cozzoli (Professore Ordinario di Teologia Morale presso la Pontificia Università Lateranense), Ottavio de Bertolis (Padre Gesuita), Don Giorgio Polleggioni (parroco di Oriolo Romano). L’incontro con Papa Francesco in Vaticano, l’esposizione della copia a dimensione naturale del telo della Sacra Sindone con conferenza scientifica ed incontri di preghiera a cura del Centro di Sindonologia del Caravita di Roma, Convegno organizzato dal C.I.S.Sa S. su “15 Maggio 1166 e dintorni: i riflessi della Grande Storia sugli eventi di una giornata in un centro della Tuscia”, hanno regalato come sottolineato dallo stesso Parroco Don Enrico Castauro “la capacità di mettere un altro piccolo mattoncino nella realizzazione di quell’edificio sotto l’ombra del quale desideriamo che tutti possano ripararsi, sentendosi a casa propria”.

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