Impianti geotermici nella piana di Alfina, no del Consiglio comunale di Acquapendente

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ACQUAPENDENTE – Nella seduta del consiglio comunale di Acquapendente del 1° luglio scorso è stato approvato all’unanimità l’ordine del giorno relativo alla realizzazione di impianti pilota geotermici nella piana di Alfina che, in sintesi, pone un no secco ad ogni ipotesi di realizzazione di queste strutture nel territorio del Comune aquesiano.

Il sindaco Angelo Ghinassi ha voluto fortemente questo ordine del giorno per fare chiarezza sulla sua posizione e del consiglio comunale di Acquapendente che, sulla realizzazione di impianti geotermici nella piana dell’Alfina, è in linea con la precedente amministrazione nel dire un no deciso non solo per valutazioni tecniche e di impatto ambientale, ma in primis per valutazioni strettamente politiche.

All’inizio dell’analisi dell’argomento all’odg è intervenuto l’On. Alessandra Terrosi, che su tale problematica ha proposto già varie interrogazioni parlamentari. L’On. Terrosi ha illustrato l’ultima interrogazione proposta e la relativa risposta, ricordando in particolare i principi costituzionali di precauzione sulla materia, le problematiche sull’arsenico legato alle falde che interferiscono sul bacino del Lago di Bolsena. Insieme a ciò le risposte non esaustive delle Regioni interessate, lo stato procedurale nella valutazione ambientale, la questione della sismicità indotta e, infine, il fatto che 25 Comuni dell’area interessati hanno posto in essere la necessità di dotarsi di un Piano Energetico di Zona.

Nel suo intervento, seguito all’analisi fatta dall’On. Terrosi, il sindaco Ghinassi ha esposto la sua relazione sull’argomento degli impianti geotermici, chiarendo che “le motivazioni della mia contrarietà non si basano solo sulle problematiche che presentano questo tipo di progetti. Problematiche importanti, allarmanti, sollevate da comuni e associazioni ambientaliste – ha continuato il primo cittadino -, ma anche da valenti scienziati del ramo, che hanno prodotto documenti comprovanti rischi ambientali, conflitti d’interesse, anomalie nelle procedure amministrative, con conseguenti ricorsi al TAR ed esposti alle Procure della Repubblica. Il mio è un no molto più ampio, che non si limita a questi impianti geotermici, o all’insediamento di altri impianti di produzione di energia, ma è un secco a questo tipo di sviluppo per il nostro territorio. E’ un no, cioè, che non si basa su aspetti tecnici o altro, il mio è un no politico”.

Quella del sindaco Ghinassi è una posizione chiara e che non lascia dubbi sulla volontà di non realizzare gli impianti geotermici sul territorio dell’Alfina, di concerto con le amministrazioni degli altri 25 Comuni che rientrano nell’area del progetto, per motivazioni che sono riscontrabili direttamente nel dettato della Costituzione Italiana.

Il sindaco, nel corso del suo intervento-relazione, ha quindi ricordato le valenze e i riconoscimenti ambientali che sono stati attribuiti al territorio di Acquapendente.

“Abbiamo la fortuna di vivere in un territorio di straordinaria bellezza. Basti pensare a Torre Alfina, che è annoverato nel Club dei Borghi più Belli d’Italia – ha continuato Ghinassi -, al Bosco Monumentale del Sasseto, sito di interesse comunitario (SIC) e zona di protezione speciale (ZPS), e inserito tra i 20 “luoghi incantati” d’Italia. O alla Riserva Naturale del Monte Rufeno, in cui sono inseriti altri 4 Siti di Interesse Comunitario (SIC) e un’altra Zona di Protezione Speciale (ZPS) che, nel 2012, ha ricevuto una importante certificazione al livello europeo: la Carta Europea per il Turismo Sostenibile nelle Aree Protette (CETS). Una ricchezza immensa di habitat naturali, biodiversità, specie rare di flora e fauna che deve essere tutelata e promossa, non solo perché risorsa per il territorio, ma responsabilità per le generazioni future”.
Al termine della sua relazione, però, il sindaco ha ricordato anche che il suo no, poi fatto proprio all’unanimità da tutto il consiglio comunale, non significa impedire lo sviluppo economico del territorio.

“Il mio, sia ben chiaro, non è un no allo sviluppo, all’iniziativa economica privata, è un no ad un certo tipo di sviluppo e di iniziativa economica privata che, è bene ricordarlo – ha terminato il sindaco – , non è completamente libera, ma incontra precisi limiti all’art. 41 della Costituzione, che stabilisce che tale iniziativa non possa svolgersi in contrasto con l’utilità sociale, o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana”.

Della deliberazione, approvata all’unanimità dal consiglio comunale di Acquapendente, ne è stata data comunicazione alle amministrazioni dei 25 Comuni ricadenti nell’area prevista dal progetto di realizzazione degli impianti geotermici, ai presidenti e assessori all’ambiente dei Comuni di Viterbo, Siena e Terni, ai presidenti e assessori all’ambiente delle Regioni Lazio, Umbria e Toscana, al Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e al Vice Ministro Teresa Bellanova, nonché al Ministro per la Tutela dell’Ambiente del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti.

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