Pugnaloni 2016, presentazione del gruppo Rugarella

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ACQUAPENDENTE – Nato nel 1990, il Gruppo Rugarella (bozzettista 2016 Luca Lombardelli), ha ottenuto nel 1994 un secondo posto grazie ad uno splendido mosaico floreale della bozzettista Valentina Pelo.

 

I strameritatissimi numerosi piazzamenti del ventunesimo secolo, nascono dalle idee e dalla prelibata “manualità pugnalonistica” di Luca Lombardelli. Ben due i terzi posti. Il primo nel 2000 con l’aquesiano che “Potrà tornare a guardare in qualsiasi direzione perché sarà libero”. Il secondo targato 2004 con “Anche il più bel fiore, senza luce, non è altro che ombra tra le ombre”. Quarto posto nel 2009 con “Il fiore nato sulla terra d’ombra che alza il cuore e riesce a far vedere il volto della Vergine”. Ben tre i quinti posti. Datati 2005 con “E’ dal buio profondo che nasce la luce che del fiore dell’anima è foglia e radice”, 2007 con “L’invito agli uomini a riprendersi la Vita e fare del mondo una cosa pulita” e 2010 con “L’uomo che sospinto nel pensiero dal cuore colora la vita”.

 

Nei sei anni di anonimato classifica, il Gruppo migliora la logistica grazie ai capigruppo Marco Macchiesi e Luca Del Segato. Lo stesso bozzettista contribuisce a migliorare la tecnica di lavorazione ed a lanciare idee di spessore. “Rinasco dal buio più truce e vedo un mondo diverso al di sopra del nero” (2001), “Ridacci o Vergine l’orgoglio del tempo che è stato come già facesti in quei giorni di Maggio” (2002), “Schiavo….solo del mio credo” (2003), “Liberta come forza preziosa di un fiore sbocciato ed atteso per anni” (2006), “Quando arrivò quel bel giorno di Maggio che estasiante visione di quel fiore che Voi foste” (2008), “Darà forma ai contorni fuggevoli della speranza con il tratto deciso della consapevolezza” (2013), immagini della libertà in Ucraina (2014) e, lo scorso anno (foto qui accanto), “Hanno tagliato le nostre radici con lame dorate e menzogne di miele. Hanno forme mutanti di demoni amici, hanno candide vesti sopra anime nere, Ma il cupo bagliore delle loro fortezze risplende di luce sotto il Suo sguardo infondendo di nuovo radicate certezze che prendono vita dal’ombra del ricordo….”.

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