“Rammarico per le penalizzazioni a cui sarà sottoposto il mondo venatorio”

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ACQUAPENDENTE – Il Cavaliere Pietro Casasole (coordinatore provinciale Caccia Sviluppo Territorio Sezione Provinciale di Acquapendente) ci invia una nota informativa apertamente critica in merito alla redazione del calendario venatorio. “Esprimo il mio rammarico”, sottolinea, “per le penalizzazioni a cui sarà sottoposto il mondo venatorio da un calendario realizzato da Regione Lazio Assessorato regionale all’Agricoltura Caccia e Pesca e dai dirigenti di tale servizio, dai responsabili del Comitato Tecnico Regionale e tecnici provinciali, dai Presidenti delle Atc delle varie ex Provincie, dai responsabili di tutte le Associazioni venatorie.

Cogliamo l’occasione per chiedere ai sovracitati interlocutori spiegazioni chiare e precise sul perché nel periodo di pre-apertura dei giorni 1 Settembre e 4 Settembre ed in quella generale del 18 Settembre, il colombaccio è vietato nella nostra Regione. Nel chiedere alla stessa Regione se è ben consapevole di quale Ispra fa parte, ritengo opportuno far presente che la commissione esami della stessa Regione nell’opuscolo per l’abilitazione venatoria (procedure domande-risposte) alla domanda 1 si risponde che l’apertura della caccia al colombaccio avviene l’ultima Domenica di Agosto, la prima Domenica di Settembre, la terza Domenica di Settembre. Guarda caso, l’apertura alla caccia al colombaccio nella nostra Regione avviene il 1 Ottobre. Per cui la formazione dei neocacciatrori è inesatta. Nel calendario Regione Umbria, per fare un esempio, tutti gli animali acquatici sono cacciabili anche in pre-apertura. Altre pecche del calendario è che non prevede, come nelle altre Regioni, cinque giornate dedicate alla caccia della selvaggina migratoria da appostamento fisso dal 1 Ottobre al 30 Novembre e che indica come chiusura caccia beccaccia e tordi il 19 Gennaio 2017 mentre in tutta Italia avviene il 30 Gennaio 2017.

Come tutti gli altri cacciatori italiani, anche noi paghiamo le tasse. Nel chiedermi che fine hanno fatto i ricorsi effettuati e vinti al Tar dalla Regione Liguria nel 2016, sottolineo come con questo sistema di calendario la Regione Lazio autorizza a fare mattanza anche di animali non cacciabili e noi veri cacciatori ci vergogniamo di questo andamento. Durante i mesi passati, il sottoscritto ha mandato diverse memorie a tutti i responsabili della caccia e politici a livello regionale, di cosa si chiedeva e di avere una risposta. L’unica persona che ha espresso volontà di impegno, è stato l’onorevole Riccardo Valentini, il quale dopo avermi dato appuntamento a Viterbo mia ha ricevuto. A lui ho esposto tutte le inadempienze a mio giudizio, nei confronti del calendario regionale e sulla caccia al cinghiale. Voglio ringraziare lo stesso Valentini che dopo tante mie missive ha mostrato interesse nell’ascoltarmi e iniziare a costruire pian pianino ciò che manca. Come Associazione restiamo aperti al confronto per apportare migliorie e quant’altro. Con la speranza che il servizio caccia regionale possa almeno modificare il calendario”. Un pensiero infine da parte dello stesso Presidente alle famiglie colpite in queste giorni dal tremendo terremoto: “Esprimiamo come Associazione la nostra vicinanza”, sottolinea, “e tutto il nostro conforto, augurando una rapida ripresa ed invitando tutti i cacciatori, ognuno nella propria possibilità, a dare il loro contributo presso gli Enti già predisposti (Protezione Civile, Croce Rossa, eccetera).

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