Il canile, una prigione dalle sbarre dorate

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VITERBO – Canile – “nome dato a una qualsiasi struttura o ricovero per cani. Con questo termine ci si riferisce ad un luogo in cui i cani vengono ospitati, mantenuti e allevati. I canili sono strutture in cui gli animali persi o abbandonati vengono ospitati e accuditi per un periodo, in attesa di tornare a casa o di essere adottati”.

Questo è quanto il lettore troverà consultando un dizionario, diversa, senza ombra di dubbio, la visione che avrà visitandone di persona uno a caso. Nessun verbo potrà mai descrivere il turbamento atroce che si avverte scorrendo lentamente le maleodoranti gabbie, attraversati da sguardi imploranti che trafiggono come spade. Questo è realmente un “canile”. Un posto dove nel 99% dei casi il cane ospitato diventa un lucroso business per “imprenditori improvvisati” senza scrupoli, che mirano al risparmio esasperato pur di spuntare l’introito maggiore, che costringe un nuvolo di animali a vivere , senza alcun rispetto di gerarchie e di territorialità, in uno spazio angusto e senza via di fuga. Tutto ciò, sotto l’occhio avvelenato di amministrazioni pubbliche che vedono questo luogo, non come luogo da valutare ed assistere, ma solo come un inutile buco nero che introita cifre spropositate arrecando esclusivamente ingenti danni al bilancio annuale.

La vigilanza su questi luoghi, da parte di volontari e pubblici cittadini, viene resa pressochè impossibile, gli imprenditori, o le associazioni responsabili, impediscono ferreamente l’accesso ai luoghi, sia per evitare che occhi indiscreti vedano le barbarie operaste, sia per mantenere quella facciata di puro buonismo caritatevole che pervade effimeramente l’aria circostante.

Si, lo so, sono pienamente cosciente che chi legge starà certamente pensando tra se e se che questa è la Legge e che va rispettata, molti certamente borbotteranno che sia meglio sopprimerli, e forse qualcuno si sarà magari commosso. Ecco io punto a quei pochi, quegli animi che decideranno di fare visita a queste strutture per donare una sola carezza a quelle anime inquieta e regalargli un solo attimo di felicità ricambiato da un umile scodinzolamento e magari un bacio frettoloso, e soprattutto di non acquistare mai un cane in nessuna forma, ma di scegliere sempre e comunque il loro amico per la vita tra quegli sguardi persi dietro le sbarre.

Dove impera il menefreghismo e la crudeltà, solo l’amore che l’uomo dona a questi animali meravigliosi può creare un vero miracolo.

Leonardo De Angeli

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