Fido il miglior amico della nostra salute – parte seconda

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VITERBO – Ho parlato la scorsa settimana di come i cani da assistenza possano aiutare i bambini con problemi di autismo, questa settimana invece vorrei approfondire un utilizzo del cane ancor più sofisticato e, lasciatemelo dire, “magico”!

 

Nel mio libro “L’Anima del Cane”, faccio spesso riferimento alla natura mistica e sconosciuta del cane e amo sottolineare spesso quanto esso sia stranamente votato a tutelare le nostre vite e la nostra salute.

 

Questo aspetto sbalorditivo del rapporto uomo-cane, che sottolineerò oggi, non ci può certamente lasciare indifferenti. Alla stregua dei cani guida per non vedenti, dei cani per i non udenti, o dei cani che recuperano oggetti per soggetti che si trovano su sedia a rotelle, i cani addestrati per identificare l’insorgenza di ipoglicemia in persone con diabete insulino-dipendente stanno diventando quasi indispensabili. Per i cani, è poco più che un gioco, una volta avvertito l’insinuarsi di una crisi, sia nei bambini che negli adulti, si limitano a segnalarla in modo chiaro e poi ricevono un premio dai loro proprietari.. Ma per gli esseri umani che convivono tutti i giorni con queste angoscianti problematiche, questo “gioco” potrebbe fare la differenza tra la vita e la morte, e i risultati ad oggi ottenuti, posso tranquillamente affermare che hanno del miracoloso.

 

La scienza sta ancora studiando quale prodigio si nasconda dietro la raccolta di informazioni o dei profumi, che vengono creati dai cambiamenti chimici in corso nel corpo della persona e che vengono immediatamente avvertiti dal nostro cane addestrato, alcuni ricercatori dell’Università di Bristol hanno intrapreso anni or sono studi atti ad identificare quel sottile “fil rouge” che lega il nostro diabete al fiuto del cane, ma i risultati sono stati talmente vani, da far si che il progetto si arenasse più volte. Ma a noi poco interessa, ciò che conta è che il miracolo si compia e che le vite umane possano essere salvate per merito dei nostri “angeli terreni”.

 

Ciò che è maggiormente inquietante in questi cani è la loro affidabilità: I ricercatori dicono che i risultati sono positivi nel 99% dei casi, ossia nessuna crisi glicemica giornaliera viene, ne ignorata, ne tanto meno sbagliata dal cane. Ogni segnalazione al proprietario corrisponde in tutti i casi registrati ad una crisi imminente senza la minima possibilità di errore. Essi inoltre sembrano avere una capacità che nessun kit o macchinario offre: la capacità di percepire un pericoloso calo di glucosio nel sangue molto prima che si verifichi. Alcuni cani diventano così bravi verso il rilevamento del glucosio a bassa ed alta concentrazione del sangue che riescono a “diagnosticare”, non solo i padroni, ma anche le persone intorno a loro. Riescono addirittura a predire l’insorgenza della malattia stessa in persone totalmente ignare sino a quel momento.

 

Purtroppo il numero di persone che utilizzano i cani allarme è limitato sia dalla ingente spesa che dal tempo necessario per la formazione, sia il cane che del padrone. La formazione può richiedere due anni e costa, oggi in Italia, almeno 10.000 €. In molti stati il cane allerta è considerato un supporto sanitario e per ottenerlo viene corrisposta dal paziente solo un piccola quota a copertura dei costi, nel nostro paese, al momento, questa possibilità non è stata neanche presa in considerazione e questo fa si che per avere accanto a se un fedele amico salva-vita, la cifra e le attese siano talmente estenuanti da scoraggiare chiunque.

 

In Italia esiste solo un famoso centro di addestramento cani per l’allerta al diabetico; si trova in Toscana ed utilizza i Border Collie, ormai molto conosciuti per la loro agilità e la loro intelligenza”.

 

Leonardo De Angeli

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