L’inutile cane che salva la vita

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VITERBO – Non a caso le mie lezioni nelle scuole hanno da anni per titolo “è solo un inutile cane”. E’ un vero peccato che ci sia il bisogno di attendere nefaste occasioni di calamità naturali, terremoti, valanghe, crolli, tsunami etc, per far si che ci si renda conto di quanto, l’inutile cane, sia in realtà a noi così indispensabile.

I nostri migliori amici all’occorrenza, lavorano ininterrottamente per giorni, annusando e rintracciando quelle flebili vite sepolte. Non sono certamente stati da meno in questa ultima triste occasione, hanno scavato, cercato e annusato in maniera incessante sotto cumuli e cumuli di macerie e calcestruzzi e, a rischio della loro tessa vita, sono riusciti a salvare quella di 60 persone, tra Amatrice, Accumoli e Pescara del Tronto. Questo il lavoro dei cani impiegati per il recupero delle persone sepolte sotto le macerie del terremoto che ha colpito il centro Italia la notte del 24 agosto. In questo caso non fa la differenza ne la razza, ne la particolare attitudine, pastori tedeschi, belgi, labrador, jack russel e border collie, infatti, indistintamente hanno dato prova di tutta la loro bravura e dedizione.

Con la sua indole come cane da caccia nelle tane e con la sua briosità, il jack russel è riuscito a penetrare sotto le macerie più ostiche, d’altronde, trattasi dell’unico cane che si poteva utilizzare li dove mancavano tecnicamente gli spazi necessari attraverso cui far passare un labrador, un pastore tedesco o un border collie; grazie a lui e ai suoi segnali così precisi si sono riuscite a ritrovare persone date per disperse. Inutile quindi star qui a narrare i singoli casi, ma al contrario, sarebbe utilissimo tener presente e soprattutto ricordare sempre, anche in tempi non sospetti, il valore, la fedeltà e l’importanza del nostro migliore amico, ancor oggi escluso ed indesiderato in luoghi ove non se ne riscontra la necessità, ma per finire, la domanda con cui vorrei chiudere questo articolo della mia rubrica è la seguente: chissà se almeno una o più di quelle 60 persone scovate e tratte in salvo grazie ad un inutile cane, non ha apposto sulla porta del suo locale o magari del suo arenile, o più semplicemente, sul portone del suo condominio, l’aberrante cartello “divieto di ingresso ai cani”? Ma soprattutto, chissà se al suo ritorno felice presso la sua casa, lo avrà tolto o no?.

Leonardo De Angeli

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