Sabbia e acqua salata, due insidie per il nostro cane

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VITERBO – Una splendida giornata trascorsa in spiaggia con il nostro cane, non può senz’altro fare a meno di lasciare dei bei ricordi, ma talvolta le azzurre onde e il gradevole profumo della brezza del mare possono provocargli grossi problemi.

Infatti i cani, talvolta, pagano un prezzo elevato per il sol fatto di essersi rotolati nella sabbia giocosamente cercando di catturare le onde. Il colpevole di una grande giornata finita male è noto come ” diarrea da spiaggia ” e si scatena per mezzo dell’acqua salata ingerita dal vostro cane mentre, con entusiasmo, corre tra le onde con la palla o il frisbee in bocca.

Per i particolari più approfonditi vi rimando ad un accurato consulto veterinario, ma in pillole, la diarrea da spiaggia è molto diversa da quella solita che il cane può subire mangiando qualcosa che non avrebbe dovuto. Questa forma di diarrea si manifesta rapidamente ed è causata dall’acqua salata che agisce sui tessuti intestinali (effetto osmotico). Può essere diagnosticata sulla base della permanenza del cane in spiaggia e può provocare ipernatremia (un improvviso aumento di sodio).

E’ molto importante innanzitutto non consentire mai ai cani di bere liberamente acqua salata ne in piccole ne in grandi quantità, in quanto, questo errato comportamento in pochissimo tempo può causare anche vomito e disidratazione, soprattutto sotto il sole.

Inoltre, l’ingestione di sabbia con acqua salata, può irritare ulteriormente il tratto intestinale aggravando ancor più la situazione, tenendo presente infine, che a volte sabbia e acqua salata possono contenere microrganismi, tossine, alghe e batteri nocivi.

Si dimentica spesso che i cani possono ingerire più volte piccole quantità di acqua salata afferrando la palla da tennis bagnata o semplicemente spruzzata dalle onde quando hanno la bocca aperta.

Per prevenire le lunghe bevute spontanee di acqua salata, bisogna sempre mettere a loro disposizione continuamente ciotole di acqua dolce fresca e consentirgli di riposare ad intervalli frequenti, al fine di prevenire la perdita dei liquidi in eccesso e il surriscaldamento.

Leonardo De Angeli

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