Ho trovato un cane randagio – Istruzioni per l’uso

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VITERBO – Inizia la bella stagione e, come ogni anno, iniziano fughe, smarrimenti ed abbandoni.
Talvolta il primo intervento potrebbe essere determinante per salvare la vita dei fuggiaschi o degli abbandonati, quindi eccovi un “vademecum” per evitare errori o codardie.

 

Quando trovate sulla vostra strada un cagnolino vagante, in primo luogo, prendete sempre in considerazione la sicurezza del cane e di voi stessi. Un cane spaventato e, eventualmente, malato o ferito, potrebbe comportarsi in modo imprevedibile. Un movimento improvviso può spaventarlo, facendolo schizzare nel traffico o addirittura attaccare. Se il cane agisce in modo minaccioso, mostra i denti o abbassa le orecchie all’indietro, il vostro primo contatto sarà decisamente più difficoltoso. In questo caso, dopo aver tentato di rassicurarlo sarà bene isolarlo e chiamare personale competente, se il cane invece appare avvicinabile, ricordatevi sempre di usare cautela e buon senso. Se siete abbastanza fortunati da ottenere la sua fiducia ed arrivare abbastanza vicino da catturarlo, in quel caso dovreste cominciare a valutare comunque il rischio di essere morsi. Ricordate che anche un piccolo cane può infliggere una ferita dolorosa, usate quindi la massima attenzione.

 

Quando avvicinate il cane, cercate di parlare con calma e rassicurarlo senza mai mostrare sorrisi smaglianti; ricordate sempre che i nostri cordiali sorrisi a 32 denti per lui non sono altro che sfide.

 

Assicurarsi che lui vi possa vedere in ogni momento nell’atto dell’avvicinamento e magari invogliarlo ad avvicinarsi offrendogli un boccone di cibo.

 

Fermatevi spesso durante l’avvicinamento per dargli il tempo di pensare a quanto sta accadendo, se possibile fatelo da inginocchiati, al fine di occupare uno spazio minore ai suoi occhi ed essere più rassicuranti e ricordiamoci sempre di mostrare le mani ben aperte verso di lui.

 

Una volta riusciti ad avvicinarci o magari a prenderlo, dimostriamogli subito la nostra amicizia con lenti accarezzamenti lungo il corpo evitando scrupolosamente testa e soprattutto zampe, cercare di farlo sdraiare ed indurlo a fidarsi di noi.

 

La migliore cosa da fare a quel punto e quella di tentare di restituirlo al suo proprietario nel minor tempo possibile.

Evitare, se possibile, di contattare immediatamente Polizia Locale o Asl competenti, in quel caso al piccolo malcapitato si aprirebbero sin da subito le porte infernali del canile, ma, tentare invece di raggiungere telefonicamente locali Associazioni o Gruppi Animalisti, che per mezzo del lettore microchip, in men che non si dica restituiranno il cane al legittimo proprietario, evitando in tal modo inutili spese, violenze e multe salatissime, che certamente non giovano al delicato rapporto uomo-cane.

 

Controllare prima ancora di contattare qualcuno, che il cane non sia dotato di collari con numeri telefonici, targhette identificative o tatuaggi, che si trovano spesso all’interno delle zampe posteriori. Spesso fornendo quei numeri al personale delle Associazioni, si può arrivare a chiamare noi stessi il proprietario accorciando ancor più i tempi di restituzione.

 

Purtroppo, alcuni sconsiderati permettono al loro cane di vagare senza guinzaglio per fare i bisogni o solo per sgranchirsi le zampe, all’interno del quartiere o della via di residenza; in quel caso il cane nel 100% dei casi torna a casa da solo e, catturarlo o affidarlo al canile diventa deleterio, quindi, in caso di ritrovamento cerchiamo anche e soprattutto di vedere se il cane vaga senza meta o se i suoi passi sono sicuri e ben orientati. In quel caso, anche se, sia le Legge che il buonsenso, non permettono questo tipo di comportamenti, lasciamolo comunque andare senza effettuare alcuna azione di contrasto, lui sa esattamente dove si trova la sua casa. Se proprio vogliamo essere sicuri del risultato, seguiamo i suoi passi, lui stesso ci condurrà brevemente alla sua abitazione. Non è male chiedere in giro ai passanti, se possiedono informazioni relativamente al cane da noi trovato; spesso le uscite sono abituali e assumere notizie evita una serie interminabile di problemi. Nell’incertezza, non rilasciare mai il cane a nessuno fino a quando non si è certi di aver trovato la sua famiglia legittima!

 

E’ bene anche controllare l’area circostante per verificare la presenza di eventuali manifesti “cane perso” e, nel caso in cui intendiate dare stallo in attesa di ritrovare il proprietario al vostro piccolo nuovo amico senza microchip, assicuratevi di controllare di nuovo i possibili manifesti nella zona in un raggio di qualche chilometro, anche fino a sette giorni dopo che si è trovato il cane. Talvolta diverse circostanze (problemi di salute, viaggi fuori città, ecc) possono impedire alle persone di attaccare immediatamente volantini dell’animale perduto.

 

Se invece sarete voi stessi a mettere cartelli in zona del ritrovamento, assicuratevi sempre minuziosamente di richiedere a chi telefonerà, particolari caratteristiche del cane prima di restituirlo; farsi descrivere sempre e comunque macchie, anomalie o particolari comportamenti del cane da chi non si conosce prima di restituirlo. Ogni giorno centinaia di avvoltoi cercano cani da vendere alla vivisezione o altro, quindi, in assenza di personale specializzato usare sempre la massima attenzione.

 

Se si finisce per riunire un cane smarrito con la sua famiglia nel più breve tempo possibile, non solo avremo contribuito a rendere una famiglia molto felice, ma, al contempo avremo anche aiutato a prevenire inutili sofferenze, potenziali lesioni (o peggio) ad un povero animale spaventato, preservandolo da accalappiamenti da brivido, rifugi per animali, canili lager sovraffollati ed esperienze comunque nefaste.

 

Leonardo De Angeli

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