La minoranza di Bagnoregio si esprime sulla vicenda del’IPAB “San Raffaele Arcangelo”

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BAGNOREGIO – “In merito alle cronache di questi giorni relativamente all’IPAB San Raffaele Arcangelo di Bagnoregio, che è un’ Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficienza e che non è né Casa di Cura né Clinica, come qualcuno erroneamente ha scritto, la Minoranza Consiliare del Comune di Bagnoregio ritiene opportuno esprimersi come segue.

Da molto tempo la questione (i dipendenti non ricevono stipendi e non sono versati i contributi da mesi) non era stata divulgata dalle fonti di informazione ed ora che il silenzio è stato rotto dagli stessi interessati, ci sentiamo in dovere, innanzi tutto, di mostrarci solidali con i lavoratori dell’IPAB, come quando, tempo fa, ci chiesero se la minoranza fosse stata disponibile a scendere in piazza al loro fianco e riteniamo di doverci esprimere anche riguardo a quanto afferma il Sindaco in un recente articolo, in cui minaccia querela contro quanti attribuiscono al Comune di Bagnoregio alcune delle responsabilità di ciò che accade all’ente.

Riteniamo che la minaccia di querela non sia una risposta adeguata e giusta nei confronti di persone addolorate e fortemente preoccupate per il loro presente e il loro futuro dal punto di vista contributivo, retributivo e lavorativo (e di conseguenza esistenziale) e vogliamo ricordare agli amministratori di Bagnoregio che se è vero che il Comune non ha competenza gestionale sulla casa di riposo, è giusto che si assuma la responsabilità di aver pubblicamente dichiarato in fase pre-elettorale che “La casa di riposo è salva!”.

In vista di questo orizzonte di speranza i dipendenti hanno continuato a svolgere la loro attività senza protestare, per due anni, nonostante tutto.

In vista di una possibile via d’uscita, pur essendo al corrente, fin dalla campagna elettorale del maggio 2014, della complessa e drammatica situazione in cui versava l’ente IPAB e del fatto che oltre alla precaria condizione dei dipendenti, l’ente era paralizzato (e lo è ancora, da due anni circa) dalla mancanza del Consiglio di Amministrazione (il che significa che non c’è un’assemblea che approvi i bilanci preventivi e consuntivi), ritenemmo opportuno non cavalcare politicamente questo problema per evitare che la pressione divulgativa e politica potesse danneggiare il lavoro che sembrava essere stato messo in piedi per “salvare” la Casa di Riposo, come era stato annunciato tramite manifesto pubblico, affisso a cura del Comune e replicato sui social (il manifesto dichiarava, appunto, “La Casa di Riposo è salva!”).

Fummo sollecitati in tal senso anche dagli ambienti vicini al personale, il quale temeva che il nostro attacco potesse impedire la salvaguardia dei loro preziosi posti di lavoro.

Se anche abbiamo taciuto dal punto di vista mediatico, non siamo stati semplicemente a guardare, ma abbiamo rivolto specifiche interrogazioni al Sindaco, affiancando con la nostra iniziativa amministrativa l’interrogazione che altri hanno rivolto al Presidente della Regione Lazio e che è rimasta a tutt’oggi inevasa.

Per quel che ci compete, con gli strumenti che abbiamo a disposizione e, ora, con più palese impegno, ci mettiamo a disposizione per fare ciò che risulterà utile alla causa dei dipendenti della Casa di Riposo San Raffaele Arcangelo di Bagnoregio”.

Maria Consiglia Pompei

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