Il libro-cd e i vestiti nuovi delle Lavandaie a “Di Tuscia un po’”

0

 

BOLSENA – La Compagnia delle lavandaie della Tuscia sarà la protagonista della giornata di venerdì 19 all’interno della manifestazione “Di Tuscia un po’”, la mostra mercato delle eccellenze agroalimentari e dei prodotti artigianali di qualità che si svolge a Bolsena dal 18 al 21 agosto.

Alle 17,00 in Piazza San Rocco, la Compagnia inizierà con il trascinante “Donne annamo a llavà”, che è un po’ l’inno del gruppo, per poi impegnarsi in una passeggiata /cantata nelle vie del centro storico e giungere infine nel monumentale Lavatoio pubblico sulla Via Cassia per esibirsi nel suo ultimo spettacolo “Tre concate da lavà”.

La performance della Compagnia delle Lavandaie della Tuscia si concluderà presso i Giardini di via del Capretto con la presentazione in anteprima del libro-CD “Ràma de rosa e frónna de fiór”, pubblicato da Annulli Editori, con il sostegno del Comune di Bolsena e della Banca di Credito Cooperativo di Pitigliano.

Fondata e diretta da Simonetta Chiaretti all’interno del Club per l’UNESCO Viterbo Tuscia, La Compagnia delle lavandaie della Tuscia è una vera e propria “compagnia instabile”, costituita da un nucleo di donne che hanno conservato l’uso e l’arte di lavare i panni nelle acque del Lavatoio pubblico di Bolsena e da altre (di tutta la Tuscia) che hanno aderito con entusiasmo all’idea di recuperare e valorizzare un’esperienza tradizionale di lavoro e di socializzazione.

Nella sua composizione libera ed aperta, il gruppo ha consolidato un “carattere” inconfondibile: una vocalità femminile antica, naturale e volutamente “grezza”, con sbavature ritmiche e dal particolare timbro che sembra nascere da una ferita, tipico dei canti di lavoro. Conte, filastrocche, nenie, giochi mimati e cantati della tradizione orale del lago di Bolsena sono rigorosamente appresi a memoria, senza l’ausilio di spartiti o testi scritti. Il libro-cd “Ràma de rosa e frónna de fiór” ne propone i più significativi in una registrazione dal vivo effettuata presso il lavatoio del quartiere medievale Castello a Bolsena.

«Il 2016 – afferma Simonetta Chiaretti – è un anno di grandi cambiamenti per la Compagnia delle lavandaie della Tuscia. Oltre al libro-cd, abbiamo infatti voluto realizzare anche dei nuovi vestiti. Già dal suo nascere avevo pensato a come poteva essere l’abbigliamento delle lavandaie di fine Ottocento, quelle che per prime popolarono il lavatoio grande di Bolsena. Ma non volli forzare la mano, sapendo che questo gruppo, nato così spontaneamente, non avvertiva ancora la necessità di dare un ordine, anche esteriore, a quell’urgenza interiore che più lo motivava. E così partimmo con ‘na scarpa e ‘na ciavatta.

E benedetta fu quella scelta, perché ci ha consentito, senza troppa formalità, di sperimentare diverse modalità dello stare insieme – la sorellanza, la condivisione, il mutuo soccorso, l’essere comunità – che ormai sono diventate la nostra dimensione consueta.

Poi abbiamo sentito che era venuto il momento di dare una veste nuova alle nostre emozioni e ai nostri sentimenti, per congiungerli ancor più saldamente a quella memoria culturale e sociale alla quale, d’istinto, già sentivamo di appartenere.

Così è iniziato un approfondito percorso di studio, nel quale abbiamo potuto contare sulla professionalità sartoriale di Evelin Ciribello, che, oltre a realizzare i bozzetti, ha anche cucito, insieme alle nostre lavandaie-sarte, i nuovi abiti.

E’ nato così l’abbigliamento delle lavandaie della seconda metà dell’Ottocento, un guardaroba semplice, confezionato con tessuti naturali ed arricchito da varianti ed elementi caratteristici».

Commenta con il tuo account Facebook
Share.

Comments are closed.