Un settembre fitto di impegni per la Compagnia delle Lavandaie della Tuscia

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BOLSENA – Dopo una breve pausa alla fine di agosto, durante la quale ha festeggiato i suoi tre anni di attività contrassegnati da un crescente successo, la Compagnia delle Lavandaie della Tuscia ha iniziato il mese di settembre con un fitto calendario di impegni.

Dopo aver partecipato alla gara cicloturistica intorno al lago di Bolsena La Carrareccia – Pedalando indietro nel tempo che si è svolta nel primo weekend di settembre, il gruppo fondato e diretto da Simonetta Chiaretti è stato impegnato nella straordinaria festa di popolo organizzata domenica 4 per il 400° anniversario dell’arrivo a Grotte di Castro della statua della Madonna del Suffragio.

In un’atmosfera di grande partecipazione emotiva, la Compagnia delle Lavandaie della Tuscia si è dapprima esibita davanti a un lavatoio appositamente costruito attorno ad una fontana all’ingresso del paese e poi ha accompagnato il corteo che ha condotto, su un carro trainato da buoi maremmani, la statua della Madonna del Suffragio fino al santuario.

Sul sagrato della chiesa ha poi eseguito, a cori battenti con il Coro Polifonico della Città di Grotte di Castro, i canti religiosi dedicati alla Madonna scritti dal cantautore don Giosy Cento.

Sabato 10 alle ore 11 le Lavandaie saranno invece a Bolsena al Festival di Permacultura nell’ambito dell’EUPC (Convergenza Europea di Permacultura) che ha per tema: “Permaculture: a living community”.

La Compagnia delle Lavandaie della Tuscia presenterà, presso il lavatoio monumentale di via Gramsci, il suo nuovo spettacolo “Tre concate da lavà” che – in linea con l’originale formula delle “Lavate/cantate” creata dal gruppo – propone altre conte, filastrocche, nenie, giochi mimati e cantati della tradizione orale regionale rigorosamente appresi a memoria, senza l’ausilio di spartiti o testi scritti.

Domenica 11 il gruppo sarà invece, per il terzo anno consecutivo, al Grande Picnic in Vendemmia organizzato dall’Azienda vinicola Falesco nella tenuta di Montecchio, in Umbria.

La storia della famiglia Cotarella, originaria di Monterubiaglio, è fortemente intrecciata con la tradizione vinicola della Tuscia, e non solo per l’impegno più conosciuto della valorizzazione dell’Est Est Est di Montefiascone. I fratelli Renzo e Riccardo sono cresciuti in una famiglia dove si è respirata da sempre la passione per il vino. Tutti e due enologi, hanno fondato Falesco nel 1979 ed oggi nell’azienda di famiglia lavorano le figlie Dominga, Marta ed Enrica, riversandovi lo stesso entusiasmo e coinvolgimento dei loro padri.

Riccardo Cotarella può essere definito l’uomo del vino di Expo 2015 (è stato presidente del comitato scientifico del Padiglione del vino).L’enologo di fama internazionale, presidente di Assoenologi e miglior enologo d’Italia, si è fatto ogni volta direttamente coinvolgere dall’entusiasmo e dall’allegria delle Lavandaie della Tuscia, che in occasione del Grande Picnic in Vendemmia sostituiscono il loro elemento naturale, l’acqua, con il vino e lo scenario per loro consueto, il lavatoio, con un enorme tino per la pigiatura dell’uva a piedi nudi.

«Si tratta di un evento – sostiene Simonetta Chiaretti – a cui la famiglia Cotarella ha voluto imprimere una tonalità nella quale ci ritroviamo perfettamente: autenticità, qualità delle relazioni umane, energia positiva. All’edizione di quest’ anno parteciperemo con il nostro nuovo abbigliamento, ispirato alle lavandaie della seconda metà dell’Ottocento, un guardaroba semplice, confezionato con tessuti naturali ed arricchito da varianti ed elementi caratteristici, frutto della professionalità sartoriale di Evelin Ciribello, che, oltre a realizzare i bozzetti, ha anche cucito, insieme alle nostre lavandaie-sarte, gli abiti. Questa è una delle nostre novità del 2016; l’altra è l’uscita del libro-CD Ràma de rosa e frónna de fiór, pubblicato da Annulli Editori, con il sostegno del Comune di Bolsena e della Banca di Credito Cooperativo di Pitigliano. In esso, oltre ai testi e alle immagini, sono raccolte anche le voci di noi lavandaie, in una registrazione dal vivo effettuata presso il lavatoio del quartiere medievale Castello a Bolsena».

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