“Esuberi a Villa Paola, di chi è la colpa?”

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VITERBO – “Era fine settembre 2015 quando il management IDI annunciava con un comunicato il rilancio della struttura di Villa Paola con i lavori di ripristino di 13 posti letto.

 

Dichiarazioni di Gianluca Piredda Vice Presidente della Fondazione Luigi Maria Monti, del Dottor Francesco Rocca Direttore Generale IDI e perfino del Cardinal Versaldi.

 

È del 14 giugno ultimo scorso la raccomandata pervenuta alle Organizzazioni Sindacali avente per oggetto: “Riduzione di personale ex articolo 4 e 24 della legge 223 e successive modificazioni.”

 

Nella sostanza la Fondazione Luigi Maria Monti, considerata la riduzione del budget regionale che passa da circa 44 milioni di euro a circa 35,8 milioni conseguente ad alcuni Decreti del Commissario ad acta Zingaretti, annuncia un esubero di 180 unità lavorative, di cui 160 addette all’IDI IRCCS e 20 presso la struttura di Villa Paola.

 

Secondo i conti della Fondazione a Villa Paola risulterebbero in esubero: 1 coordinatore infermieristico, 6 infermieri, 1 infermiere generico, 1 tecnico sanitario, 4 ausiliari, 1 collaboratore amministrativo, 3 impiegati di concetto, 2 impiegati d’ordine, 1 operaio.

 

Nell’incontro del 17 giugno 2016 presso la sede dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata c’è stato l’esame congiunto previsto nell’ambito della procedura della L. 223/91 tra Fondazione e OO.SS.

 

In quella sede la Fondazione ha proposto un contratto di solidarietà difensivo, ai sensi dell’art. 5, commi 5 e 8, del D.L. n. 148/93, convertito con modificazioni dalla L. 236/93 e ss.mm.ii.

 

Alla proposta le Organizzazioni Sindacali si sono riservate la valutazione e hanno rimandato ad un successivo incontro presso la Regione Lazio la decisione per ricercare ulteriori possibili percorsi.

 

La riunione stessa si è conclusa quindi con un mancato accordo. Continua la lunga serie di problemi che investono la struttura di Villa Paola da alcuni anni a questa parte e che vede i propri dipendenti con arretrati stipendiali di cinque mensilità relative ad anni precedenti, con seri problemi sul trattamento di fine rapporto e con cinque mesi di cassa integrazione.

 

Gli stessi dipendenti ormai credono solo ad un intervento della Commissione Vaticana per la Sanità Cattolica e del Pontefice.

 

Sono anni che ormai vivono in una condizione di ansia e preoccupazione per il loro futuro, cui nessuno finora ha dato risposte”.

 

Mario Malerba
Segretario Generale CISL Fp Viterbo

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