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VITERBO – Questa lunga, defatigante ed a tratti noiosa campagna referendaria, volutamente procrastinata al 4 dicembre, oltre a lasciare tracce indelebili, in gran parte negative, nel tessuto connettivo della nazione, ha offerto molteplici spunti di riflessione.

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VITERBO – La sovraesposizione mediatica del Governatore della Campania e’, come di solito succede, a doppio taglio: fa audience, share, ascolti e quindi successo e grande spolvero per se ed i suoi “Padrini”, ma comporta cadute verticali e disvelamenti al primo intoppo.

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VITERBO – Riepilogo della ragioni del NO: 1) Il superamento del bicameralismo paritario non si raggiunge perché rimangono al Senato materie importanti quali tra l’altro le riforme costituzionali ed elettorali e l’attuazione dei trattati europei, nonché quanto contenuto in oltre 400 parole al posto delle 9 dell’art.70 originario, che prima descrivevano la funzione legislativa. 2) Il Senato non è delle Autonomie Locali, perché sono previsti solo 21 Sindaci su 8.000, 74 Consiglieri Regionali ( quelli delle 5 Regioni a statuto speciale non possono avere doppio incarico quindi c’è già un buco) e 5 di nomina del Presidente della Repubblica; inoltre scadranno con il loro mandato determinando un turn over…

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VITERBO – C’è un argomento incontrovertibile per orientarsi nel voto referendario prossimo venturo? Forse quello che l’attuale leadership ha già dimostrato di non saper fare in tema di riforme.

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VITERBO – Non ricordo chi affermasse tempo addietro, dopo la caduta del muro di Berlino e la preconizzata fine della storia, che la politica nonostante tutto, restasse una delle attività umane più divertenti e sorprendenti.

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VITERBO – “L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio” è stato un libro che Silvio Berlusconi scrisse nel 2010 dopo essere stato colpito da una miniatura del Duomo di Milano, in cui raccoglieva i testi fondativi della sua discesa in campo e riproponeva la categoria dell’odio, come fattore politico preminente, almeno in quel contesto e frangente.

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VITERBO – Sono tra coloro che sostengono che l’attuale Costituzione vada applicata, piuttosto che cambiata; che intravedono nella riforma Boschi, l’italianissimo “cambiare tutto per non cambiare niente”; che cercano di dimostrare i due assunti con fatti concreti al posto di slogan e frasi retoriche.

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