Cambia Celleno: “Non potabilità dell’acqua, il tempo passa…”

0

 

CELLENO – “La presenza di manganese, al di sopra dei limiti previsti dalla vigente normativa, nelle acque dell’acquedotto di Celleno sta rendendo difficile la vita dei cittadini cellenesi. In tanti si stanno facendo sentire.

È passato ormai un mese dall’ordinanza dell’amministrazione comunale, firmata dal sindaco Marco Bianchi, che stabilisce la non potabilità delle acque provenienti dall’acquedotto comunale, in quanto ritenute non idonee all’uso umano per gli elevati valori di manganese, e ne vieta l’utilizzo per la preparazione e la cotture degli alimenti. E da un mese i cittadini di Celleno “possono autonomamente rifornirsi di acqua potabile presso piazza della Repubblica dove è posizionata autocisterna della soc. Talete”, così – bontà sua – precisa la predetta ordinanza. Proprio davanti all’edificio comunale questo bel quadretto da paese del terzo mondo.

Tra l’altro più di qualche cittadino nutre dubbi sulla qualità di tale rifornimento, oltre che sulla sua praticità, e ha perciò provveduto, sempre a proprie spese, a far analizzare l’acqua contenuta nella cisterna messa gentilmente a disposizione. La realtà dei fatti è che la maggior parte dei cellenesi si trova costretta ad acquistare acqua minerale al supermercato per soddisfare le proprie esigenze primarie, con effetti non trascurabili sulle finanze familiari già messe a dura prova da una crisi economica che sembra non finire più. Ma la cosa più grave è che un mese è passato senza alcun cenno di vita da parte dell’amministrazione comunale di maggioranza.

Dall’altro canto noi consiglieri di minoranza abbiamo da subito presentato un’interrogazione scritta all’amministrazione comunale chiedendo di conoscere quale posizione intende prendere a tutela dei cittadini nei confronti della soc. Talete che, nonostante la gravità del disservizio, continua ad inviare bollette sempre più salate come se nulla fosse successo.

In particolare il gruppo di minoranza ha chiesto all’amministrazione di farsi portavoce presso Talete Spa per ottenere un rimborso o un dimezzamento della bolletta dell’acqua, considerato il suo parziale utilizzo, o comunque di trovare il modo per rimborsare ai cittadini i soldi che hanno speso, stanno spendendo – e a quanto sembra dovranno spendere ancora a lungo – per acquistare per conto proprio l’acqua ai fini della propria sussistenza. Sarebbe ora che il Comune dimostrasse di essere veramente al fianco dei cittadini e promuovesse insieme ad essi un’azione legale contro la Talete Spa, responsabile del gravissimo disservizio.

E invece nel corso della seduta del Consiglio comunale piuttosto animata tenutasi giovedì 28 luglio scorso, a fronte di queste richieste e delle critiche avanzate al Sindaco per l’atteggiamento troppo riverente e intimorito di fronte al potere della soc. Talete, per tutta risposta il primo cittadino, anziché entrare nel merito delle critiche mosse, si è riservato di fornire risposte scritte nel termine dei trenta giorni di legge, risultando piuttosto infastidito dalle domande incalzanti e da quelle che considera le pretese assurde di una minoranza che vuole tenere alta l’attenzione sull’emergenza acqua.

E la cittadinanza? Alcuni cellenesi pare abbiano autonomamente già deciso di non pagare le bollette della Talete. Dalla loro parte ci sarebbero le sentenze di numerosi Giudici di Pace, i quali già in passato hanno deliberato che se l’acqua che scende dal rubinetto dell’abitazione non è potabile l’utente ha diritto alla riduzione del canone e al risarcimento del danno. Anche la Corte di Cassazione ha di recente ricordato che la bolletta dell’acqua non è una tassa, ma un canone per un servizio, per cui, se il servizio non viene adempiuto correttamente, all’utente spetta la restituzione dei soldi versati ed, eventualmente, il risarcimento per essere stato costretto ad approvvigionarsi a fonti alternative e, magari, più costose (si pensi alle bottiglie d’acqua del supermercato).

Se i cittadini fossero sostenuti dall’amministrazione comunale diverse sarebbero le strade da percorrere e comunque sarebbe tutta un’altra storia. Ma gli amministratori hanno paura di urtare la suscettibilità della Talete: non osano nemmeno chiedere l’istallazione di un qualche dispositivo o prodotto idoneo ad abbattere il livello di manganese nell’acqua del rubinetto.

Anzi, come se tutto questo non bastasse, c’è la sorpresina finale: la ciliegina sulla torta! Solo tre giorni fa l’assemblea dei sindaci dei Comuni partecipanti alla Talete ha deciso di aumentare le tariffe dell’acqua addirittura con effetto retroattivo, con il solo voto contrario del Sindaco di Montefiascone… il Sindaco di Celleno, sicuramente non ha votato negativo… Le nostre iniziative in merito, di certo, non finiscono qui”.

Il Gruppo di Minoranza Consiliare “Cambia Celleno”

Commenta con il tuo account Facebook
Share.

Comments are closed.