Celleno: Il problema del manganese

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CELLENO – Nel pomeriggio di venerdì 8 luglio la Asl di Viterbo, dopo un controllo di routine, ha riscontrato una presenza eccessiva di manganese nell’acqua della rete idrica di Celleno ed ha invitato il Comune ad emettere un’ordinanza di non potabilità.

“Emessa l’ordinanza (9 luglio) – scrivono in una nota il Sindaco di Celleno, Marco Bianchi, e gli Amministratori di maggioranza – è stata richiesto l’intervento di Talete che ha iniziato a fare le proprie verifiche e a tenerne sotto controllo la concentrazione. Un fatto, questo del manganese, che ha colto tutti di sorpresa, compresi i tecnici che inizialmente hanno ipotizzato un distacco di incrostazioni dalle tubature e quindi un aumento di valore temporaneo. Questa supposizione però veniva corretta dalla Asl, che il 13 luglio, dopo ulteriori analisi (subito pubblicate sulla pagina facebook del Comune) effettuate nell’unico pozzo attivo della rete di Celleno, confermava il perdurare della situazione e l’esigenza di demanganizzare l’acqua. Nella stessa data il Comune scriveva alla Talete manifestando la preoccupazione dell’amministrazione e della popolazione, essendo ormai chiaro che il problema sarebbe durato a lungo, e sollecitando risposte, soluzioni e tempi di realizzazione (anche di questa lettera si dava immediatamente notizia sulla pagina fb).
A partire da questa data è stata sollecitata quotidianamente una soluzione al problema e sin dall’inizio, richiesta anche la ricerca di fonti alternative a partire da altri pozzi comunali (verifiche richieste anche in precedenza per il superamento del problema arsenico). A questo proposito sono iniziate subito le prove e le analisi sul pozzo del campo sportivo che fino ad oggi hanno dato valori di floruri ed arsenico entro i limiti ed una concentrazione di manganese che, seppur salita rispetto ai primi giorni, rientra ancora nei parametri. Utile anche l’appuntamento del 28 luglio col dott. Nocentini, dirigente dell’Istituto Superiore della Sanità che collabora con ATO1 e che in questi giorni ha promesso l’inizio un monitoraggio sul nostro Comune. Nella mattina del 2 agosto l’amministrazione ha avuto un utile incontro con i vertici tecnici di Talete che hanno confermato l’impegno a costruire sia il filtro per il pozzo “Pasquina” che la condotta per collegare il pozzo degli impianti sportivi e di avere reperito le somme necessarie alle opere. A conferma di quelle che fin’ ora erano state solo delle rassicurazioni, nel pomeriggio del 3 agosto, il Comune ha ricevuto per conoscenza, la richiesta di preventivo per la realizzazione, da parte di Talete, dell’impianto per il trattamento del manganese, primo atto concreto, propedeutico all’affidamento dei lavori che dovrebbero concludersi tra circa tre mesi.
Questa situazione non fa piacere a nessuno, tantomeno a chi dal Comune non può gestire direttamente il problema, ma solo insistere e lavorare per avere risposte concrete. Ad onor del vero c’è da chiedersi pure, riconoscendo tutti i gravi problemi di Talete, cosa sarebbe successo se l’acquedotto fosse ancora a gestione comunale, con un bilancio senza margini, e dove avremmo preso le decine e decine di migliaia di euro per i lavori necessari e le manutenzioni successive (problema che sta già investendo diversi Comuni che gestiscono autonomamente il servizio, qualcuno dei quali è stato costretto a disattivare i dearsenificatori per i costi di esercizio che non riesce a sostenere).
Anche la questione della cisterna di approvvigionamento dell’acqua, posta in Piazza della Repubblica, merita attenzione. Dal primo giorno ad oggi, per sopperire alle esigenze delle famiglie, è stato chiesto a Talete di riattivare la “casetta dell’acqua” di via Grandi, ma la stessa società ha comunicato che, anche se la ditta incaricata è vicina alla soluzione, ad oggi i tipi di filtri provati non sono riusciti a ridurre sufficientemente il manganese. Così stando le cose momentaneamente e, auspichiamo per poco tempo, non ci sono alternative alla cisterna. E’ bene perciò , senza motivi validi e senza avere assunto informazioni precise, non insinuare gratuitamente dubbi sulla qualità dell’acqua fornita, procurando ulteriori disagi ed allarmi ingiustificati, soprattutto se si ricoprono ruoli pubblici.
In questa circostanza come in altre simili, la minoranza consiliare, come purtroppo capita anche altrove, ha approfittato dell’ emergenza per fare una campagna mediatica contro chi amministra, ma questo anche se non condivisibile ed inutile alla soluzione dei problemi, può anche rientrare nell’ordinario. Cosa diversa è quando per farlo si travisa la realtà, quando, per soddisfare il proprio desiderio di consenso, si raccontano versioni di comodo e si lanciano accuse infondate se non offensive all’amministrazione, al Sindaco e all’ente stesso. Come quando si accusa il Comune di non essersi interessato al problema o si inventa di sana pianta che in Consiglio Comunale il Sindaco sia risultato infastidito e non abbia risposto alle domande. Non si è trattato di fastidio, ma di indignazione di fronte ad una affermazione secondo la quale il Comune conosceva da tempo il problema del manganese e lo avrebbe taciuto. Un’accusa tanto grave quanto insensata, non essendo il Comune il gestore dell’acquedotto e non occupandosi delle analisi che riceve solo per conoscenza. I controlli, peraltro continui ed obbligatori, previsti dal D.lgs 31/2001, spettano solo ed esclusivamente alla Asl competente, che li effettua autonomamente, li comunica e decide sulla potabilità o meno dell’acqua. Per il resto il sindaco, pur non essendo la questione all’ordine del giorno del Consiglio del 28 luglio, ha riferito ogni dettaglio della questione, compreso il contatto avuto con Dott. Nocentini.
Anche la questione del “rimborso della bolletta” è stata sollevata in maniera populistica e strumentale. Non si può andare oggi dal giudice a chiedere un risarcimento per una bolletta che deve ancora essere scritta e non sapendo quanto durerà il presunto disservizio. E soprattutto il caso è diverso da quello dell’arsenico. Per quest’ultimo il danno era dimostrabile perché il problema arsenico, conosciuto dal 2001, era ricaduto sul cittadino a causa della negligenza della pubblica amministrazione. La questione del manganese invece riguarda un problema imprevisto ed imprevedibile, non riconducibile al comportamento del gestore. La questione va valutata tecnicamente e chiarita in ogni suo aspetto, prima di illudere i cittadini o peggio causarne la condanna alle spese legali.
Queste giornate sono state convulse, e ci scusiamo se le comunicazioni sulla pagina fb del Comune non hanno avuto aggiornamenti recenti, ma senza novità concrete e tangibili da parte di Talete (che rimane l’interlocutore principale di Comune ed utenti), ciò non è stato possibile.
Confermando l’impegno costante di Sindaco e maggioranza nell’ affrontare questa come ogni altra problematica, invitiamo tutti i cittadini, per ogni chiarimento o consiglio, a contattare e chiedere ad amministratori o uffici comunali, personalmente, per email o per telefono (tutti i numeri sono sul sito del Comune). Gli aggiornamenti sugli sviluppi, appena ce ne saranno di concreti, saranno pubblicati sulla pagina fb dell’ente”.

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