Medaglia ricordo per il bersagliere Giovanni Marconi di Corchiano

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CORCHIANO – “Nella piazza di Pertegada (UD) arrivano bersaglieri, alpini e fanti in un pomeriggio di giugno. E poi gente dai dintorni e anche da altre regioni lontane dal Friuli. Sono i parenti di alcuni caduti della Prima Guerra mondiale. Riceveranno la medaglia ricordo del loro congiunto durante la cerimonia che, ogni anno, si tiene in questo luogo. Anche dalla Tuscia viterbese arrivò un bersagliere in Friuli, quasi un secolo fa. Giovanni Marconi di Corchiano. La pagina dell’Albo d’oro dei caduti della Grande Guerra dice “Marconi Giovanni di Candido. Decorato di medaglia di bronzo al valor militare. Soldato 56° battaglione bersaglieri ciclisti nato il 28 settembre 1894 a Corchiano distretto militare di Viterbo, morto il 4 agosto 1916 a Monfalcone per ferite riportate in combattimento”. Tornando a oggi va detto che, durante tutto l’arco del centenario, in Friuli, si svolgeranno le cerimonie di consegna delle medaglie ricordo ai familiari dei caduti che ne fanno richiesta. Guardando a oltre un secolo fa, quando scoppiò la guerra, dobbiamo dire che Giovanni Marconi veniva davvero da molto lontano. Era infatti emigrato negli Stati Uniti per costruirsi una vita migliore. Ma poi scoppiò la guerra e decise di ritornare per non essere dichiarato disertore e perché, come disse alla mamma Ester:

 

“Devo essere libero di ritornare nella mia terra e tra coloro che amo. Poi, come potrei vivere pensando che un altro è partito per il fronte al posto mio. E può morire al posto mio”. Così tornò. Aveva una fidanzata, Corinna, maestra a Corchiano. Andò a far visita agli zii a Roma prima di partire per il fronte. La madre lo vide pensieroso e gli chiese che cosa avesse, lui rispose: “Penso che al fronte mandano dei soldati e non tornano. Allora ne inviano altri. E non tornano. Poi ne mandano altri ancora”. La madre gli chiese di non pensare a queste cose e se volesse uscire per comprare un regalo alla fidanzata. Lui disse: “Un libro di preghiere. Così Corinna potrà fare qualcosa per me”. Ritornato a Corchiano andò in uno dei terreni di famiglia, in località Fratta. Piantò una quercia insieme al padre Candido. Come se le cure per il giovane albero costringesse gli eventi a restituirlo a quel luogo, e la forza di quella quercia potesse trasmettersi a lui. La storia fu diversa. A Pertegada, intorno al monumento dei Bersaglieri caduti, dove si sono ritrovate le locali Associazioni delle Armi, si ricorda anche lui. Il Medagliere regionale, con le sue 109 medaglie, ha aperto il corteo che, dal monumento, si è recato nella chiesa del Santo Spirito dove il coro ha intonato all’ingresso “Monte Grappa tu sei la mia patria”, mentre sulla soglia c’era chi scattava foto e girava film della cerimonia. All’interno della chiesa, al termine della messa, il Sindaco di Latisana Salvatore Benigno, l’Assessore al Turismo di Lignano Sabbiadoro Massimo Brini e il Generale dei Bersaglieri Adriano Bidin hanno consegnato le medaglie ricordo ai familiari. Il Presidente dei Bersaglieri di Pertegada Mauro Beppino ha fatto gli onori di casa. I parenti sono giunti in Friuli anche dalla Toscana, dal Piemonte, dalla Lombardia e dal Lazio. Tra loro la pronipote di Giovanni Marconi con le foto d’epoca dello zio, compresa quella della traslazione della salma al Sacrario Militare di Redipuglia. La semplicità e la forza della cerimonia hanno restituito ai presenti l’intensità e la violenza di un evento come la Prima Guerra mondiale. Dopo la benedizione della corona d’alloro una delegazione locale di scout ha letto i nomi di 120 caduti, tutti scanditi dalla campanella. Foto originali dei caduti, volti segnati e ricordi raccontati dai nonni. La conclusione di nuovo intorno al monumento per la deposizione della corona d’alloro, con il coro che ha intonato canzoni in dialetto friulano o, meglio, in lingua e alla fine “La leggenda del Piave”.

 

Qui l’assessore Brini ha ricordato come “qualche anno fa, durante questa stessa cerimonia, mentre stavamo parlando della Grande Guerra, ci hanno sorvolato gli aerei diretti in Bosnia dalla base militare di Aviano. E oggi papa Francesco è a Sarajevo”. Una circostanza che fa riflettere. Non è mancato un momento di convivialità, come avviene da 25 anni. Il presidente Beppino sottolinea che: “Ogni anno teniamo la cerimonia in onore dei caduti della Grande Guerra e quest’anno siamo stati ben felici di inserirla all’interno della consegna della medaglie ricordo. Solo così la memoria può avere futuro: tornando nei luoghi che questi nostri eroi hanno combattuto per donarci la libertà”. Qui i parenti hanno condiviso ricordi, storie simili e presente, scambiandosi indirizzi e attendendo di leggere quanto accaduto in una sera di giugno in Friuli in onore di qualcuno che, per ragioni anagrafiche, non hanno conosciuto, ma che, come è ripetuto mille volte sui gradoni del Sacrario militare di Redipuglia, è Presente! Il giorno dopo, a 99 anni dalla morte, e 80 da quando la salma fu traslata a Redipuglia dalle Scuole Popolari di Monfalcone, dove era morto, qualcuno della famiglia di Giovanni Marconi ha trovato la tomba al XII gradone del Sacrario, vi è salito con la medaglia e l’album di fotografie di famiglia, così i genitori di Giovanni, che mai avevano avuto la forza di farlo, sono andati idealmente alla tomba del figlio caduto a 22 anni. Nell’album anche i suoi discendenti e gli amici di famiglia. Qui ci si rende conto dell’immortalità della testimonianza. A Corchiano, la quercia piantata da Candido e Giovanni si erge solida e rigogliosa nella campagna”.

 

Alessandra Gaetani

 

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