Guardia di Finanza, in sei mesi 240 verifiche e controlli per evasione e frodi fiscali

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VITERBO – Quest’anno i finanzieri viterbesi hanno voluto ricordare l’Anniversario di fondazione della Guardia di Finanza con una cerimonia, iniziata con la deposizione di una corona di alloro in onore “Fin. Ugo Petrucci” presso la caserma a Lui intitolata – sede del Nucleo di polizia tributaria e della Compagnia di Viterbo e conclusasi all’interno della caserma “Ten. Eudo Giulioli” sede del Comando Provinciale.

 

Nell’occasione, alla presenza del Prefetto di Viterbo, Dott.ssa Rita Piermatti e delle Autorità Civili, Militari e Religiose della Provincia nonché di una rappresentanza della Sezione ANFI di Viterbo (Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia), sono stati consegnati diversi riconoscimenti ai militari che si sono maggiormente distinti in operazioni di servizio che vanno dalla repressione delle frodi fiscali al contrasto agli illeciti nella spesa pubblica.

 

Durante il suo intervento il Comandante Provinciale – Col.t.ISSMI Giosuè Colella – ha posto l’accento sull’attuale significato di sicurezza che oggi comprende tutti quei fenomeni che incidono sulle libertà fondamentali sancite dalla nostra Costituzione quali, tra le altre, la libertà negoziale e d’impresa, il corretto funzionamento dei mercati, del risparmio e la leale concorrenza.

 

E’ in questa ottica che la Guardia di Finanza è destinata a presidiare le esigenze di sicurezza economica e finanziaria del Paese, in quanto presupposto indispensabile per il benessere e lo sviluppo dell’Italia e dell’Unione Europea.

 

Il Corpo, in particolare, opera secondo precise direttive strategiche attuate mediante l’esecuzione di 45 piani operativi di respiro nazionale nel campo del:

 

contrasto all’evasione ed elusione fiscale, che produce effetti negativi per l’economia, ostacola la concorrenza tra le imprese, danneggia le risorse economiche dello Stato ed accresce il carico fiscale per i cittadini onesti;

 

contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica, con l’accento investigativo nei confronti dei fenomeni di spreco di denaro pubblico (sia esso nazionale o comunitario), di mala gestio della cosa pubblica anche mediante la repressione di condotte illecite più gravi rappresentate dai reati corruttivi per il rilancio dell’economia e per garantire, quindi, migliori condizioni di vita per tutti;

 

contrasto a tutti i fenomeni di criminalità economica e finanziaria che danneggiano l’economia e minano la sana concorrenza tra imprese, quali il riciclaggio, la contraffazione, l’usura, la criminalità organizzata, la sicurezza dei prodotti e la tutela del “made in Italy”;

 

concorso al mantenimento della sicurezza interna ed esterna del Paese, con particolare riguardo alla lotta all’immigrazione clandestina, ai traffici illeciti di sostanze stupefacenti, armi e rifiuti pericolosi.

 

Anche nei primi 5 mesi del 2016 per i finanzieri viterbesi è stato un periodo che ha visto i reparti dislocati sul territorio della provincia particolarmente impegnati su diversi fronti, dalla lotta all’evasione e all’elusione fiscale, al contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica, alla tutela del mercato dei capitali e dei beni e servizi.

 

Più in dettaglio ecco il bilancio operativo finora eseguito.

 

La tutela della spesa pubblica è strettamente collegata alla lotta all’evasione fiscale. La Guardia di Finanza, attraverso il suo operato, deve garantire ai cittadini che le imposte versate allo Stato siano impiegate correttamente e con trasparenza, nonché destinate a coloro che ne hanno effettivamente bisogno.

 

Si è inteso potenziare il patrimonio informativo attraverso l’implementazione dei rapporti di collaborazione con le istituzioni e gli altri enti che si occupano della gestione e dell’erogazione di risorse pubbliche. In questo contesto, costituiscono oggetto di attenzione operativa tutte le più significative voci di spesa pubblica: dai contributi alle imprese, ai finanziamenti del servizio sanitario, dalle risorse utilizzate per gli appalti pubblici a quelle relative al sistema previdenziale. Sul piano operativo, gli interventi dei Reparti si sviluppano attraverso l’esecuzione di indagini di polizia giudiziaria e lo sviluppo di approfondimenti a richiesta della Corte dei Conti.

 

Individuate truffe nel settore previdenziale e al Sistema Sanitario nazionale per quasi 34.000 euro che hanno portato alla verbalizzazione di nr. 16 soggetti; nell’ambito delle prestazioni sociale agevolate sono stati effettuati nr. 18 interventi, con l’accertamento di violazioni di carattere penale nei confronti di nr. 6 soggetti che non avevano diritto alle agevolazioni previsti dalla legge.

 

Nell’ambito di accertamenti svolti su delega della Corte dei Conti, segnalati sprechi o irregolari gestioni di fondi pubblici che hanno cagionato danni patrimoniali allo Stato per oltre 1.500.000 euro e segnalati alla magistratura contabile nr. 15 soggetti per connesse ipotesi di responsabilità erariale.

 

A seguito di nr. 5 interventi conclusi per reati ed altri illeciti contro la Pubblica Amministrazione, denunciati nr. 5 soggetti (di cui nr. 1 per peculato, nr. 1 per abuso di ufficio, nr. 1 per esercizio abusivo di professione, nr. 1 per incanti e nr. 1 per pubbliche forniture).

 

Contro l’evasione e le frodi fiscali, anche di tipo organizzato, sono state concluse nr. 240 fra verifiche e controlli a tutela del complesso degli interessi erariali comunitari, nazionali e locali.

 

Questi servizi si sono basati su un’attenta selezione preventiva e mirata degli obiettivi, supportata dal ricorso alle oltre nr. 40 banche dati e applicativi disponibili, dall’intelligence e dal controllo economico del territorio.

 

Denunciati nr. 19 soggetti responsabili di reati fiscali, di cui il 42% riguarda gli illeciti più gravi di emissione di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione fraudolenta, occultamento di documentazione contabile ed indebita compensazione e sottrazione fraudolenta di documentazione e l’individuazione di un caso di “frode carosello”.

 

Sono stati scoperti e segnalati nr. 34 tra evasori totali e paratotali, soggetti sconosciuti al fisco ovvero che per diverse annualità hanno omesso il pagamento delle imposte, con grave danno per l’Erario e la società.

 

Nel contrasto al sommerso da lavoro, sono stati scoperti nr. 36 datori di lavoro che hanno impiegato nr. 28 lavoratori in “nero” e nr. 129 lavoratori irregolari.

 

Sono state avanzate nr. 21 proposte di sequestro per equivalente per un valore di oltre 9 milioni di euro.

 

Scoperti infine nr. 14 violazioni nel campo delle imposte sulla produzione e sui consumi, con la segnalazione amministrativa di nr. 13 soggetti responsabili di illeciti in materia di prodotti energetici; nr. 18 gli interventi eseguiti presso gli impianti di distribuzione stradale e depositi di carburanti.

 

Il Corpo punta all’aggressione dei patrimoni illeciti e delle imprese criminali con l’obiettivo di colpire la delinquenza organizzata nel cuore dei propri interessi economici e patrimoniali, attraverso l’individuazione ed il conseguente sequestro di beni e ricchezze riconducibili a soggetti indagati o indiziati di reati di mafia ovvero responsabili di reiterati delitti di natura economica e finanziaria, nonché ai loro prestanome.

 

Questo non solo per togliere alle organizzazioni criminali le proprie fonti finanziarie, ma anche per recuperare alla collettività la ricchezza ottenuta con gravi delitti, rafforzando il valore educativo della legalità.

 

Complementare a tale ambito operativo, è l’attività svolta a tutela del mercato dei capitali, nell’ambito della quale sono stati eseguiti complessivamente nr. 25 interventi con la conseguente verbalizzazione di nr. 32 persone. Tra queste, si evidenziano, nell’ambito del contrasto al fenomeno del riciclaggio di denaro che, comporta una grave distorsione nell’economia legale, la verbalizzazione di nr. 15 persone, nell’ambito delle violazioni valutarie la verbalizzazione di nr. 5 persone nonché bloccati valori per 52.000 euro.

 

Eseguiti nr. 2 accertamenti economico-patrimoniali, a carico di condannati e indiziati di appartenere ad associazioni mafiose e loro prestanome, che hanno riguardato complessivamente nr. 3 soggetti.

 

Eseguiti nr. 33 interventi e denunciate all’Autorità Giudiziaria nr. 30 persone.

 

Sequestrati oltre 26.000 prodotti illegali, perché contraffatti, piratati, pericolosi o recante falsa o fallace indicazione di origine o provenienza.

 

Sono stati effettuati nr. 12 interventi presso sale giochi e centri di scommesse ubicate in diversi comuni della provincia.

 

Sequestrate 52 grammi di droga e 166 piante di canapa e verbalizzati 16 soggetti, di cui 5 denunciati a piede libero e 1 tratto in arresto.

 

Nell’attività di contrasto al falso monetario sono state sequestrate nr. 139 banconote false.

 

Nel settore del contrasto all’immigrazione clandestina è stato segnalato alle competenti autorità nr. 1 soggetto per violazione alla specifica normativa.

 

Di seguito l’lenco dei premiati:

 

Encomio semplice, concesso, al cap. Rosario Masdea, lgt Piscopo Michele e maresciallo Iacobino Carmelo – comandante della compagnia di Civita Castellana ed ispettori appartenenti alla stessa compagnia, eseguivano, una complessa attività di polizia economico-finanziaria nel settore della spesa pubblica nei confronti di una societa’ partecipata da un ente locale. L’attività ispettiva si concludeva con la constatazione di un danno erariale pari a euro 31.000.000, la segnalazione alla magistratura contabile di nr. 168 responsabili e nr.8 soggetti alla magistratura ordinaria. L’operazione di servizio riscuoteva il vivo apprezzamento della superiore gerarchia e suscitava vasta eco sugli organi di informazione contribuendo, in tal modo, ad accrescere immagine ed il prestigio del corpo. Provincia di Viterbo e Roma. Giugno 2013 – luglio 2015.

 

Encomio semplice, concesso, al lgt Di Benedetto Antonio e maresciallo ordinario Bontempo Antonino – ispettori appartenenti alla compagnia di Civita Castellana, concorrevano, con rilevante apporto personale, nell’esecuzione di una complessa attività di polizia tributaria nel settore della lotta all’economia sommersa. Le attività ispettive si concludevano con la constatazione di elementi positivi di reddito non dichiarati per oltre 55.000.000 euro, i.v.a. relativa per 8.500.000 euro, i.v.a. dovuta per 7.000.000 euro, ires dovuta per circa 1.000.000 euro, ires non versata per 1.800.000 euro, la scoperta di 5 evasori totali, 9 lavoratori irregolari e la denuncia all’a.g. di 28 persone per violazioni tributarie. L’operazione di servizio riscuoteva il vivo apprezzamento della superiore gerarchia e contribuiva cosi’ ad accrescere il prestigio e la considerazione del corpo”. Provincia di Viterbo – territorio nazionale, ottobre 2014 – maggio 2015.

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