Abbandono degli animali, una piaga sociale effettiva

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VITERBO – Uno squillo nella notte, una voce rotta dal pianto e una corsa verso il veterinario più disponibile. Questa è più o meno la sequenza tipo degli investimenti notturni nella nostra città a danno dei poveri animali vaganti.

Il seguito, purtroppo è a volte più rude e sconfortante dell’investimento stesso: il riconoscimento del microchip dell’animale, la consultazione veloce dell’anagrafe canina e la doverosa telefonata notturna al proprietario del cane. Purtroppo questa prassi non sempre giunge a buon fine, come nel caso della serata del 22 u.s.: Vaff.. tu e cane, questa la risposta ottenuta al telefono dal proprietario in una lingua quasi incomprensibile, dopo la straziante corsa in clinica che ha salvato Bob, cucciolo di piccola taglia, di una dolcezza infinita, investito nei pressi di Valle Faul allo scoccare della mezzanotte.

Purtroppo il problema dei cani abbandonati nella nostra città è reale e preoccupante. Molti di loro vagano per tutto il giorno nelle vie affollate o nelle aree a verde piene di altri cani, poi di notte, iniziano il difficoltoso tragitto per ritrovare la propria casa, divenendo così causa di investimenti e pericolosi incidenti. Molti gli “happy ending”, ma troppi al contempo i disconoscimenti e gli abbandoni volontari. Difficoltosissimo anche arrivare al soccorso dell’animale investito, di qualsiasi natura sia la sua specie, di notte, la Polizia Locale giustamente non risponde, la Polizia di Stato invita a chiamare il 118 e quest’ultimo fornisce in fasi alterne il numero del veterinario reperibile, che nel caso della serata sopra citata, sarebbe partito da un paese distante circa 40 km da Viterbo impiegando a suo dire circa 2 ore; senza ombra di dubbio troppe per salvare la vita di Bob, sanguinante e dolorante, ma che nonostante tutto non disdegnava baci e fusa ai suoi soccorritori.

Grazie quindi all’intervento instancabile, tutto all’insegna del volontariato, della “Pandambulanza” di Leonardo De Angeli, del Gruppo Animalista “l’Anima del Cane”, di Maria Antonietta Stella dell’Associazione Amicianimali e di un veterinario speciale che velocemente ha raggiunto il suo ambulatorio per curare Bob, tutto è finito bene. Ci preme ricordare però che le cose non seguono sempre, purtroppo, questa “right line”, che l’abbandono di un animale è severamente punito dalla legge ed inoltre che le istituzioni dovrebbero avere un operato più semplice e soprattutto più veloce.

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