Atti persecutori all’ex sindaco Pomarè, arrestata famiglia sarda

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Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Atti persecutori, detenzione e porto abusivo di armi clandestine e furti aggravati, fra cui sottrazione di bestiame. Questi i reati a carico di un padre e dei suoi due figli, tutti di origine sarda, commessi nel territorio di Farnese.

 

L’attività di indagine (denominata operazione “Terra Madre”) che ha consentito di arrestare martedì mattina P.A, di 72 anni, P.M. di 30 anni e P.P. di 43 anni, è stata avviata a seguito di numerosi atti intimidatori nei riguardi di Dario Pomarè, ex sindaco di Farnese e capogruppo del Pd nello stesso Comune, intercorsi in quel di Farnese nel febbraio scorso.

 

In particolare, nella notte del 19 febbraio, vennero abbattute 160 piante di ulivo, incendiato un casale agricolo, un trattore e un rimessaggio agricolo. A ciò va aggiunta l’uccisione a bastonate di due cani e di altri animali.

 

Il 22 febbraio, invece, l’automobile dell’ex sindaco venne data alle fiamme nei pressi della sua abitazione.

 

A seguito di tali fatti i carabinieri hanno prontamente dato il via alle indagini, orientate sin da subito verso la famiglia composta dai suddetti tre sardi. “A quanto sembra – spiega il colonnello Mauro Conte – questa famiglia si era fortemente opposta all’operato di Pomarè per quanto concerne la riforma per la regolamentazione dei terreni ad uso civico, a seguito della quale i tre sardi avrebbero perso un ingente quantità di fondi ad uso pascolo di cui, tra l’altro, si erano appropriati in maniera indebita”.

 

Contemporaneamente all’esecuzione delle ordinanze, gli uomini dell’arma hanno dato vita a delle perquisizioni, a seguito delle quali sono stati rinvenuti e posti sotto sequestro circa 500 proiettili, 3 cartucciere, 4 passamontagna, 1 puntatore laser notturno e diversi pugnali proibiti.

 

Altre due perquisizioni sono state effettuate nei confronti di ulteriori due indagati, ritenuti complici dei tre sardi. Nell’operazione sono stati coinvolti oltre 40 carabinieri del Comando Provinciale di Viterbo, con l’ausilio di due unità cinofile per la ricerca di esplosivi e con il supporto aereo di un elicottero del Raggruppamento Aeromobili di Pratica di Mare.

 

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Gli oggetti sequestrati

Gli oggetti sequestrati

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