Civita Castellana, acqua: potabile solo a Borghetto, Cenciani e Quartaccio

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CIVITA CASTELLANA – Il sindaco di Civita Castellana, Gianluca Angelelli, ha revocato l’ordinanza con la quale prevedeva la potabilità dell’acqua a Sassacci. Dal 20 agosto quindi l’acqua erogata dall’acquedotto pubblico rimane potabile a Borghetto, Cenciani e Quartaccio, mentre nelle restanti parti della città l’uso dell’acqua è limitato ad usi in impianti tecnologici e per igiene domestica.

 

Le ultime analisi arrivate in comune presentano i seguenti valori di arsenico nei diversi punti di prelievo che rendono necessario mantenere il divieto di potabilità dell’acqua ed estenderlo anche a Sassacci.

 

Punto di prelievo Parametro Data prelievo Valore
– Impianto di potabilizzazione “Barco” ARSENICO 06/08/2015 06 µg/l
– Fontana Pubblica Via Don Minzoni ARSENICO 06/08/2015 08 µg/l
– Fontana Pubblica Via Roma ARSENICO 06/08/2015 14 µg/l
– Fontana Pubblica Piazza Sandro Pertini ARSENICO 06/08/2015 16 µg/l
– Impianto di potabilizzazione uscita Faleri ARSENICO 06/08/2015 20 µg/l
– Impianto di potabilizzazione “Vigili del Fuoco”
uscita ARSENICO 06/08/2015 16 µg/l
– Fontana Pubblica Sassacci Via Terni ARSENICO 06/08/2015 13 µg/l
– Fontana Pubblica Bar Migliorelli Alda ARSENICO 06/08/2015 15 µg/l
– Fontana Pubblica Via della Stazione ARSENICO 06/08/2015 06 µg/l
– Impianto di potabilizzazione di Sassacci ARSENICO 06/08/2015 04 µg/l

 

“I valori dell’arsenico nelle acque comunali – spiega il sindaco di Civita Castellana, Gianluca Angelelli – continuano ad oscillare in modo del tutto incontrollato non lasciando spazio a quella stabilizzazione necessaria per dare ai cittadini una concreta certezza. Rispetto agli anni scorsi la situazione complessiva è certamente migliorata, in quanto il valore originario di 50 µg/l è consistentemente sceso e in alcune parti della città l’acqua è potabile, come a Borghetto, Quartaccio e Cenciani, e sino a qualche giorno fa anche a Sassacci, dove invece ora, seppur di poco, l’arsenico è superiore al limite di 10 µg/l , talché sono costretto a ripristinare la non potabilità.

 

Tuttavia da un lato gli sforzi della Regione, che pure ha investito milioni di euro nella dearsenificazione delle acque viterbesi, non riescono a portare a una soluzione definitiva, dall’altro le analisi dell’Arpa appaiono costantemente contraddittorie, con valori di arsenico in uscita dagli impianti di potabilizzazione che in alcuni casi crescono all’esame delle fontanelle dell’acqua pubblica, mentre in altri incredibilmente decrescono, come se l’acqua in alcuni casi acquisisse arsenico durante il tragitto nelle condotte, mentre in altri addirittura lo perdesse. Per questa ragione non ho revocato a suo tempo il divieto di non potabilità su tutto il territorio quando l’acqua è stata per qualche tempo completamente sotto ai limiti ed allo stesso modo anche oggi che nel centro storico sarebbe potabile, non mi sento in grado di revocare l’ordinanza perché ciò di cui abbiamo bisogno come amministratori e cittadini è avere certezza sulla qualità costante delle nostre acque, cosa che purtroppo nessuno riesce ancora a garantire. Occorre che i singoli comuni coinvolti vengano chiamati dalla Regione Lazio ad un tavolo a cui partecipi anche il governo nazionale affinché si riprogrammi una gestione di questa problematica che non può più essere trattata con i caratteri dell’emergenza e deve essere affrontata in modo strutturale per una soluzione sul lungo periodo”.

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