Corse soppresse, pendolari lasciati in strada e tempi di percorrenza “ritoccati”: ecco la verità sul caos Cotral

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VITERBO – A partire dal 7 gennaio 2016 sono entrati in vigore i nuovi orari delle corse Cotral; e il malcontento, soprattutto tra i pendolari, non ha tardato a palesarsi. Immediati, infatti, i commenti (negativi) espressi sul caos che, nel giro di 48 ore, ha investito l’azienda che gestisce il trasporto pubblico su gomma della regione Lazio, tesi a denunciare la soppressione delle corse e l’inadeguatezza del servizio. Ma cosa c’è realmente dietro a tutto ciò?

 

Attraverso un’indagine, OnTuscia.it è andata alla ricerca delle ragioni più nascoste che hanno generato la situazione attuale; ragioni che, a quanto pare, vedono gli autisti come prime vittime di un modus operandi aziendale a dir poco discutibile.

 

Tutto nasce dalla scelta, da parte di Cotral, di sopprimere ben 180 corse a partire dal 7 gennaio; un atto, questo, motivato dalla riduzione delle risorse economiche elargite dalla Regione.

 

A fronte di ciò l’azienda ha proposto la sua soluzione, ovvero, spalmare le corse per cercare di coprire al meglio il servizio, dando incarico ad una ditta esterna di revisionare le stesse. Il tutto al “modico” prezzo di 150 mila euro.

 

L’adozione di questo provvedimento si è però inevitabilmente ripercosso sugli autisti, costretti di fatto a turni di lavoro massacranti.

 

Insomma, un piano di ristrutturazione aziendale che dà tutta l’idea di essere stato adottato in maniera unilaterale, agevolato per di più dalla flebile (per non dire nulla) azione di difesa da parte dei sindacati, incapaci di tutelare a dovere i propri iscritti.

 

Immediata la reazione da parte di buona parte degli autisti, che nella giornata del 7 gennaio ha dato vita a forme di protesta eclatanti, come quelle messe in atto a Ostia e a Roma (Ponte Mammolo), in cui  i guidatori si sono rifiutati di salire a bordo dei bus segnalando problematiche di vario genere. La conseguenza è stata la soppressione e il rallentamento di numerose corse, con conseguenti disagi da parte dei cittadini.

 

Diverso l’atteggiamento tenuto nella nostra provincia. Gli autisti Cotral operanti nella Tuscia, infatti, hanno assicurato e continuano ad assicurare il servizio, in nome di una serietà e di un senso del dovere che va oltre le scelte vessatorie effettuate dell’azienda.

 

Non sono mancate, tuttavia, reazioni ed espressioni di malcontento, dovute soprattutto alle modalità con cui Cotral avrebbe inteso appesantire i turni di lavoro degli autisti.

 

A seguito della nostra indagine, infatti, pare che Cotral, al fine di mantenere i tempi di linea in regola con le direttive europee (secondo cui un autista impiegato per 4 ore e mezzo abbia diritto a 45 minuti di sosta), abbia scelto di “ritoccare” i tempi di percorrenza.

 

Per fare un esempio, la tratta Viterbo – Roma, la cui percorrenza media è di un’ora e trenta minuti, è stata abbassata in alcuni casi a un’ora e quindici minuti, al fine di guadagnare apparentemente un quarto d’ora.

 

Resta in ogni caso il problema dei tempi effettivi. A fronte di un tempo di percorrenza incompatibile con la realtà, gli autisti non hanno infatti nessun tipo di possibilità di riuscire a garantire gli orari e i turni previsti dall’azienda, risultando questi in contrasto con quanto effettivamente riportato dalla carta elettronica del conducente.

 

Quanto accaduto nella giornata del 7 gennaio è in tal senso eloquente. L’impossibilità di un autista di andare oltre a quanto previsto dalle normative europee ha infatti portato alla cancellazione di una corsa pomeridiana della tratta Viterbo-Roma.

 

In buona sostanza gli autisti, spremuti ormai all’inverosimile, sono arrivati al limite della sopportazione.

 

Ad ogni modo, per quanto riguarda la nostra provincia, le corse previste, come detto in apertura, sono state effettuate quasi totalmente, seppur con diverse difficoltà.

 

Resta in ogni caso il malcontento degli autisti, molti dei quali hanno dato un primo segnale del proprio disagio restituendo ai sindacati le proprie tessere di iscrizione, a causa della totale impalpabilità dimostrata dagli stessi nelle trattative con l’azienda; un gesto di propondo dissenso, questo, generato anche dal ridicolo aumento ottenuto in busta paga dopo ben sette anni di trattative per l’adeguamento del contratto nazionale di lavoro.

 

E nei confronti dell’azienda? Ci saranno forse iniziative come quelle di Ostia o di Ponte Mammolo?

 

Al momento tale rischio sembra scongiurato. Una presa di posizione chiara e definita è stata tuttavia presa. A differenza di quanto accaduto sino al 7 gennaio, infatti, gli autisti viterbesi si limiteranno a compiere il proprio dovere in maniera scolastica, negando nel contempo ogni sorta di disponibilità nei riguardi dell’azienda.

 

La rottura tra autisti e azienda è dunque ormai acclarata, così come acclarata è la totale indignazione da parte dei pendolari per i disagi verificatisi nelle ultime 48 ore.

 

Alla luce di ciò sembra ormai giunto il momento che i pluristipendiati vertici di Cotral scendano dalle proprie poltrone per compiere un reale ed effettivo passo nei confronti della base, evitando, soprattutto in futuro, strategici e forse apparenti dietrofront come quello attuato nel tardo pomeriggio di giovedì. Ne va della dignità degli autisti; ne va della correttezza nei riguardi di chi paga biglietti e abbonamenti. Ne va della serietà dell’azienda.

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