Festival delle Luci, indagati un dirigente e due funzionari del Comune

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VITERBO – Lo strampalato, costoso e pressoché inutile Festival delle Luci, proposto dall’amministrazione comunale nel dicembre del 2013, è finito sotto la lente di ingradimento degli inquirenti a seguito di un esposto presentato in Procura dall’opposizione. Un dirigente e due funzionari del Comune sono infatti indagati per questioni relative alla gara d’appalto, che ha visto vincitrice la società Audiotime. Il reato ipotizzato sarebbe quello di abuso d’ufficio.

 

Tutto nacque da una prova luci avvenuta ben prima che l’appalto in questione venisse assegnato e dai criteri con cui lo stesso appalto vene affidato ad Audiotima, che presentò un offerta maggiore per servizi che, in realtà, non erano richiesti dal bando. Singolarità che fecero subito insospettire l’opposizione, che non esitò a segnalare tale anomalia, ipotizzando un conflitto di interessi legato al fatto che la ditta Audiotime fosse socia di Caffeina.

 

Da lì l’intervento della Guardia di Finanza, che sequestrò i vari atti relativi al Festival (fortemente voluto dall’assessorato alla Cultura guidato dall’allora assessore Giacomo Barelli), mettendo in piedi un’inchiesta che ha portato a focalizzare le indagini sul dirigente e i funzionari di cui sopra, facenti parte della commissione giudicatrice della gara d’appalto.

 

Dopo lo scandalo rifiuti, Palazzo dei Priori torna dunque agli onori della cronaca per questioni legate a presunti illeciti amministrativi, facendo sorgere non poca indignazione nei viterbesi, che dopo aver visto sperperati al vento 70 mila euro per il suddetto Festival si trovano ora di fronte a presunte irregolarità relative al bando di gara.

 

La cultura, quella con la c minuscola proposta dall’amministrazione comunale, continua, sebbene indirettamente, a provocare danni alla città.

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