Guardia di Finanza, scoperta truffa ai danni dell’I.N.P.S. di Viterbo per oltre 500.000 euro

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VITERBO – La Guardia di Finanza di Viterbo ha denunciato 19 persone, coinvolte in una truffa ai danni dell’I.N.P.S. di Viterbo, finalizzata all’ottenimento di agevolazioni sulle pratiche pensionistiche. In questi giorni sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini emessi dalla Procura della Repubblica di Viterbo, che dirige le indagini.

 

L’attività trae origine da una denuncia presentata nel 2013, alla locale Procura della Repubblica, dall’allora dirigente della sede I.N.P.S. ex I.N.P.D.A.P. – Gestione Dipendenti Pubblici – di Viterbo, che aveva riscontrato evidenti irregolarità su una pratica gestita da un funzionario dell’Ufficio. Da qui l’indagine sviluppata dai Finanzieri che ha fatto emergere un sistema clientelare portato avanti per anni da alcuni dipendenti ex I.N.P.D.A.P. che, con artifizi e falsificazioni di documenti, hanno procurato a persone “amiche” o da favorire, un sicuro vantaggio economico, a danno dell’Ente previdenziale.

 

Gli accertamenti delle Fiamme Gialle viterbesi, svolti sia attraverso l’esame ed il riscontro documentale che con l’effettuazione di intercettazioni telefoniche, si sono sviluppati per oltre un anno, ed hanno consentito di scoprire importanti anomalie su alcune istanze di riscatto della laurea o di ricongiunzione di periodi contributivi.

 

In particolare è stato accertato che: una domanda di riscatto della laurea, datata 2006, è stata compilata su moduli in uso all’Ente previdenziale solo a partire dal mese di gennaio 2013; molte istanze erano prive del protocollo in entrata e del timbro di arrivo, con conseguente inserimento al sistema informatico con una data di presentazione di gran lunga antecedente a quella effettiva; le richieste al datore di lavoro, da parte dell’Ufficio di Viterbo, della documentazione atta a certificare i periodi lavorativi con le relative retribuzione, erano prive di protocollo; spesso le certificazioni delle retribuzioni, percepite dal richiedente alla data di presentazione dell’istanza, venivano alterate, in quanto attestanti importi nettamente inferiori all’effettivo; in alcuni casi le istanze sono state presentate e lavorate dall’I.N.P.S. di Viterbo, pur non essendo quest’ultimo l’Ufficio territorialmente competente.

 

Tali artifici, operati con la complicità di quattro dipendenti ex I.N.P.D.A.P., hanno consentito ai richiedenti di ottenere indebitamente un notevole “sconto” sull’effettiva somma da versare all’Istituto previdenziale, per il riconoscimento di ulteriori periodi contributivi utili ai fini pensionistici.

 

La data di arrivo dell’istanza ed il relativo protocollo in entrata, sono elementi fondamentali che incidono in modo determinante sul valore dell’onere dovuto. Quest’ultimo, infatti, viene calcolato tenendo conto del momento della presentazione della domanda e della retribuzione percepita dal richiedente a tale periodo. In sintesi, quanto più è datata nel tempo l’istanza, minore è l’importo da pagare per riscattare i periodi lavorativi o di studio.

 

Complessivamente, sono state esaminate 70 posizioni ritenute sospette sotto il profilo formale e sostanziale, di cui circa 20 hanno evidenziato gravi irregolarità ad esclusivo vantaggio economico dei richiedenti, per l’importo complessivo di oltre 560.000 euro.

 

Alcuni indagati sono stati già interrogati dalla Guardia di Finanza su ordine della Procura di Viterbo che, in conseguenza delle irregolarità riscontrate nei fascicoli esaminati, ha riscontrato il conseguimento di un vantaggio economico.

 

Grazie alla fruttuosa collaborazione fornita, a fronte delle irregolarità evidenziate, l’INPS di Viterbo ha annullato i provvedimenti ritenuti irregolari, richiedendo agli interessati il versamento delle somme effettivamente dovute.

 

Anche questa operazione di servizio conferma l’incessante l’attività di polizia economica finanziaria svolta dalla Guardia di Finanza a tutela del bilancio nazionale.

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