Il Bagnaccio è salvo, almeno per ora…

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Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Bagnaccio, la chiusura può attendere. Questo l’esito, parzialmente positivo, dell’incontro tenutosi tra l’amministrazione comunale e l’associazione “Il Bagnaccio”, gestrice dell’area.

 

Un incontro, quello andato in scena mercoledì pomeriggio, in cui i rappresentanti dell’associazione hanno fatto presente al sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini, e l’assessore al Termalismo, Antonio Delli Iaconi, come la convenzione per la gestione dell’area (data per scaduta dal Comune lo scorso 11 luglio) sia in realtà ancora attiva, poiché destinata a scadere nei primi giorni di agosto.

 

Preso atto delle posizioni dell’associazione, l’amministrazione comunale ha preso tempo, riservandosi la possibilità di verificare quale sia l’effettiva data di scadenza.

 

Già, ma cosa accadrà una volta verificata tale scadenza? Difficile, al momento dare una risposta.

 

Nel frattempo, l’amministrazione comunale ha comunque tenuto a rassicurare tutti, garantendo che il Bagnaccio, nei prossimi giorni, continuerà ad essere aperto.

 

Per quanto tale scelta possa essere definita indubbiamente positiva, la non chiusura del Bagnaccio rappresenta tuttavia una soluzione pressoché temporanea, che continua ad esporre a rischio esistenziale una delle aree simbolo della nostra città. Un rischio che i numerosissimi fruitori di questo splendido luogo non intendono correre, come dimostra la nutrita partecipazione alla petizione online per difendere il Bagnaccio lanciata dall’associazione gestrice.

 

Al momento sono oltre 850 le firme raccolte in poco più di 24 ore. Numeri imponenti che costringeranno il Comune, se non a rivedere la propria posizione, quantomeno a porre in essere una profonda riflessione sul tema del rinnovo della convenzione, avanzato dall’avvocato Luca Marcoccia. Sempre che dietro l’angolo non ci sia già qualcun altro pronto a rilevare la gestione del Bagnaccio, in barba agli sforzi di chi sino ad oggi, con impegno ed entusiasmo, ha fatto sì che un luogo abbandonato a se stesso divenisse un vero e proprio angolo di paradiso.

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