Il cimitero di Montefiascone è senza decoro

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Pietro Brigliozzi

 

MONTEFIASCONE – Tutti coloro che si recano presso il cimitero della città di Montefiascone, attraverso l’entrata del settore nuovo, incappano subito in una situazione che non è delle migliori ed al tempo stesso manifesta un certo degrado in cui versa il settore.

 

Varcato il cancello, ci si trova subito innanzi il viale principale in terra battuta, non piastrellato come tutti gli altri vialetti secondari e cosparso di buche. Tutto ciò rendere difficile il camminare poiché il brecciolino, sparso qua e la, non garantisce una sicura posizione del piede a terra, senza poi parlare di quando piove che, dette buche, diventano pozzanghere obbligando i passanti ad una buona dose di gincane tra di esse.

 

Questo lavoro di sistemazione era stato rimandato in quanto all’interno si stava realizzando una numerosa quantità di fornetti e sarcofagi per cui il passaggio delle betoniere che portavano il cemento l’avrebbero mal ridotto in poco tempo; e fin qui la scelta è da ritenersi giusta, ma ora detti lavori sono terminati da oltre un’anno dunque tutti ritengono che sia opportuno, per non dire urgente e doveroso, provvedere alla sistemazione con la sua pavimentazione.

 

Lungo di esso poi, sul lato destro, come in altre zone, vi sono alcuni basamenti per la costruzioni di cappelle, realizzati con l’ampliamento del cimitero, mai utilizzati dai proprietari che li acquistarono allorché vennero costruiti, circa venti anni fa ed ora si stanno sgretolando; su qualcuna, da qualche anno, è stato posto del materiale da recensione cantiere che ora ha l’aspetto di un mucchio di ferraccio. Il tutto diviene più sconcertante quando si riflette che mancano gli spazi per costruire nuove cappelle per le continue richieste, al Comune, da parte di cittadini che vorrebbero costruire una cappella per seppellire più degnamente i propri cari ora appoggiati in cappelle o fornetti di parenti o amici. Da una parte basamenti in degrado perché inutilizzati da diversi anni, dall’altra carenza dei medesimi.

 

Aggirandosi per le nuove costruzioni si vedono alcuni sarcofagi prefabbricati finiti, altri rimasti allo stato originario, altri ancora, in degrado poiché il loro rivestimento sta cadendo a pezzi. Alcuni fornetti rimasti aperti, sono recettacolo di immondizia varia o magazzini di attrezzi per la pulizia delle tombe, mentre la totalità, proprio perché aperti, si dimostrano degna dimora degli innumerevoli piccioni che ivi trovano un buon abitat. Chiudere tutti i fornetti con la pietra tappo, tanto poi essa servirà per la chiusura definitiva quando avverrà la sepoltura vera e propria sarebbe, non solo sarebbe cosa opportuna, ma darebbe un minimo di decenza ai fornetti stessi in quanto non si vedrebbe più tutta quella serie di buchi neri che non sono così confortanti a vedersi.

 

Non va poi dimenticata la situazioni di alcuni muri di contenimento realizzati in calcestruzzo che non solo non sono stati completamente rifiniti, ma su di essi si possono ancora ammirare gli spuntoni metallici che sono serviti per tenere la struttura lignea necessaria per il getto del calcestruzzo stesso. Una particolare attenzione andrebbe poi risvolta ai contenitori metallici, abbastanza trasandati e non sufficienti che servono per il conferimento dei fiori e vasi secchi che vengono rimossi dalle tombe; non si può ignorare lo stato primitivo in cui versano le fontanelle alle quali si attinge acqua per i vari servizi.

 

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