“Il licenziamento della Birindelli è legittimo”

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Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Ha aspettato tre giorni, ma alla fine Ugo Gigli si prende la sua prima rivincita e lo fa con sentenza alla mano. Una sentenza, quella del giudice del lavoro, Mauro Ianigro, che di fatto conferma la legittimità del licenziamento dell’ingegner Angela Birindelli, effettuato da Gigli dopo che lo stesso scoprì delle firme (ritenute false) su dei documenti, attraverso cui lo stesso autorizzava Birindelli ad effettuare dei lavori al di fuori dell’Ater.

 

“La sentenza del giudice Ianigro – spiega Gigli – è composta da ben 40 pagine; segno di un lavoro decisamente approfondito. In essa viene confermato il licenziamento dell’ingegner Birindelli e, conseguentemente, riconosciuta piena legittimità al mio operato”.

 

In favore di Gigli arriva dunque un provvedimento che, a detta dello stesso, restituisce un po’ di dignità alla sua persona ma che, in ogni caso, non consente all’ex direttore dell’Ater di dimenticare quanto accaduto sino ad oggi.

 

“Da Birindelli – sottolinea Gigli – ho ricevuto una serie di denunce e querele, a cui sono quasi sempre seguite indagini e capi d’imputazione. Con questa sentenza, a mio avviso, si fa decisamente giustizia e si sancisce che le firme in questione erano chiaramente false; così come false sono le accuse rivoltemi dall’ingegner Birindelli, relative al demansionamento, alla persecuzione, ai maltrattamenti e alla violenza, di cui la stessa afferma di essere stata vittima.

 

Dopo un anno e mezzo – prosegue Gigli – si evince pertanto un dato importante: il sottoscritto è stato vittima di una persecuzione da parte della Birindelli. Da quanto scrive il giudice sembrerebbe infatti che ci sia stato un disegno della Birindelli e della Grassini incentrato sulla mia persona”.

 

Oltre che sulla suddetta questione, Gigli si sofferma anche sulla vicenda relativa al suo allontanamento dall’Ater.

 

“Il Collegio giudicante è contrario al mio reintegro nell’Ater – spiega Gigli -; pur essendo stata appurata l’illegittimità del mio licenziamento, non sussistono infatti i requisiti di urgenza per il mio reintegro. Non capisco, in ogni caso, il motivo per cui sono stato allontanato, sebbene mi si continui a ripetere che sia stata una scelta della Regione. Peccato però che di tutte le Ater del Lazio abbiano adottato questo provvedimento solo con Viterbo e Frosinone. Allo stesso tempo non capisco come mai il Commissario Bianchi si sia espresso con tanta soddisfazione sulla sentenza relativa al mancato reintegro della mia persona, senza nemmeno fare riferimento ai circa 100mila euro che l’Ater incasserà con la vicenda Birindelli. Qual’è il motivo? Perché un accanimento così marcato nei miei confronti? Quale motivo lo ha spinto a muovere accuse come ‘usurpazione di titolo’ e ‘interruzione di pubblico servizio’, solo perché ebbi modo di partecipare all’assemblea del personale svoltasi il giorno dopo il mio licenziamento?”

 

Tante domande, queste, a cui Gigli parrebbe non avere risposte. Ad ogni modo, in merito all’eventuale reintegro di Gigli, l’avvocato Enrico Valentini specifica: “La situazione è sostanzialmente ferma. Restiamo in attesa del pronunciamento del giudice del lavoro, relativamente al reintegro del direttore Gigli o ad un eventuale risarcimento economico”.

 

Riguardo invece alle reazioni di Bianchi in merito al mancato reintegro di Gigli, Valentini è secco: “Ritengo che i toni trionfalistici usati siano ingiustificati, in quanto il giudice ha confermato l’inopportunità del licenziamento”.

 

E sulla sentenza legata al licenziamento della Birindelli, Valentini conclude: “Quanto riportato nella sentenza distrugge tutti gli assurdi accusatori di Angela Birindelli e del procuratore della Repubblica Renzo Petroselli; in merito a quest’ultimo, ritengo, visto quanto asserito dal giudice Ianigro, che lo stesso si debba astenere da ogni procedimento nei riguardi di Ugo Gigli”.

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