Il racconto di un intervento dei vigili del fuoco: l’incendio di Montefiascone

0

MONTEFIASCONE – Poco più di venti giorni fa, il 9 settembre, un grosso incendio ha coinvolto il tetto di una palazzina di recente costruzione a Montefiascone, in via Tagliamento. Il Comando Provinciale dei Vigili del fuoco di Viterbo racconta come si è svolto il lungo ed impegnativo intervento, che ha visto impegnati uomini e mezzi per ben 3 giorni.

 

L’allarme in Sala Operativa è arrivato alle ore 10:30 circa, lanciato proprio da un operaio che stava effettuando una riparazione sulla copertura dell’edificio. Una squadra di vigili del fuoco che già si trovava a Montefiascone, impegnata in un intervento di rimozione di alberi pericolanti, si è subito recata sul posto. Dopo circa 4 minuti, i 5 uomini della prima partenza si sono trovati davanti alla palazzina, con il fumo e le fiamme che già uscivano da vari punti del tetto. La particolarità della copertura ha subito fatto rendere conto i vigili del fuoco che si sarebbe trattato di un intervento molto difficile. L’edificio, derivato da una recente riconversione di una vecchia scuola, presentava un quarto ed ultimo piano composto da otto appartamenti, con il tetto e le pareti esterne costruite completamente in legno lamellare, elementi isolanti e, infine, lamiera ondulata come copertura finale. Proprio da quella lamiera stavano uscendo fiamme e tanto fumo nero, da molti punti dei circa 600 metri quadrati di struttura.

 

La priorità è stata assicurarsi che non ci fossero ancora persone all’interno poi, in attesa dell’autoscala che sarebbe arrivata da lì a qualche minuto, i vigili del fuoco hanno utilizzato la piattaforma della ditta che stava facendo i lavori.

 

Sono saliti fino a quanto ha permesso il piccolo mezzo ed hanno iniziato a gettare acqua sulla copertura, mentre il Capo squadra, valutando la situazione, si rendeva conto che ormai si trattava di un incendio generalizzato. Bisognava crearsi un varco tra quelle lamiere per poter bagnare il legno ed il materiale isolante sottostante. Nel frattempo, il vento di tramontana stava accelerando e favorendo l’avanzata del fuoco.

 

Alla centrale VV.F. di Viterbo viene subito richiesta un’autobotte, in modo da poter rifornire di acqua il mezzo che già stava lavorando. Intanto arriva sul posto l’autoscala a cui viene collegata la tubazione predisposta nel frattempo dai vigili, per poter così gettare acqua dalla lancia montata sul cestello. A quelle pressioni però l’acqua a disposizione basta per pochi minuti e quindi è necessario sollecitare l’invio dell’autobotte. L’intervento, a questo punto, mostra tutte le difficoltà e i possibili sviluppi. Gli uomini, dotati di autorespiratori, cercano di rompere qualche lamiera nella zona nord del tetto, ma l’operazione non è facile. Il metallo è fissato al legno per mezzo di lunghe viti che, con il calore sviluppatosi, sono diventate incandescenti e si sono deformate.

 

Arriva anche l’autobotte e si può iniziare a fare la spola tra l’idrante più vicino e il mezzo da rifornire. Adesso ci sono 9 vigili del fuoco, ma non bastano per le proporzioni e la velocità dell’incendio. Purtroppo serve anche una seconda autobotte, quella appena arrivata non è sufficiente. In centrale si organizzano al meglio e, nonostante le persone a disposizione siano quasi terminate, inviano un altro uomo con la seconda autobotte.

 

Un paio di vigili riescono ad entrare all’interno dell’edificio, ma già il terzo piano è invaso dal fumo. Le porte delle abitazioni all’attico sono chiuse, bisogna cercare di aprirle o entrare dal tetto perché stanno completamente bruciando.

 

Serve una seconda autoscala, che viene richiesta al Comando di Roma. Viene quindi mandata una piccola piattaforma da Montelibretti, con 2 operatori vigili del fuoco, per mezzo della quale si potrà provare ad attaccare il fuoco dalla parte opposta del tetto. Sul posto sta arrivando anche la partenza di Gradoli, con altri 5 vigili del fuoco. Il Funzionario di servizio, appena giunto, si coordina con i Capi squadra per cercare di individuare i punti della struttura più vulnerabili.
Finalmente si riesce a rimuovere qualche lamiera ed entrare negli appartamenti. A questo punto non bastano più le bombole di aria compressa per gli autorespiratori, servono quelle di scorta dalla centrale. Alla fine della giornata si conteranno circa 40 bombole consumate.

 

Il lavoro procede senza interruzione per qualche ora, poi si decide di far arrivare un’autoscala dal vicino Comando di Terni, con 3 persone, in sostituzione della piattaforma di Roma. Ormai è pomeriggio e l’incendio è sotto controllo, ma il timore è che il fuoco possa attaccare anche gli appartamenti dei piani sottostanti. I vigili del fuoco riescono ad aprire la maggior parte delle porte del terzo piano e, quella che era solo un’ipotesi temuta, si mostra reale. Il fuoco stava infatti iniziando ad attaccare i listelli in legno del soffitto di almeno un paio di appartamenti. Come se non bastasse, il fumo stava cominciando ad uscire anche dai garage, 4 piani sotto. La preoccupazione, mentre si stanno spegnendo le grosse travi del tetto, è per tutti i cavedi che possono far arrivare il fuoco in ogni piano. Le colonne degli impianti e gli spazi vuoti delle coibentazioni, potrebbero infatti trasformarsi in strade pericolosamente percorribili dalle fiamme.

 

Nel tardo pomeriggio la situazione è ormai totalmente sotto controllo, ma bisogna ancora estinguere i tanti piccoli focolai presenti, anche all’interno dei cavedi degli impianti.

 

Nel frattempo, intorno alla palazzina, i proprietari degli alloggi chiedono ai vigili del fuoco di poter entrare per recuperare gli effetti personali dagli appartamenti ancora salvi. A rotazione, gli uomini del Comando, dopo avere accertato le condizioni di sicurezza, li accompagnano negli alloggi.

 

Trascorse circa 11 ore, i primi vigili del fuoco intervenuti ricevono il cambio dai loro colleghi del turno notturno, che avranno il compito di continuare il lavoro e programmare i prossimi passi.

 

La mattina seguente verrà richiesto l’aiuto del Nucleo Regionale S.A.F. (Speleo Alpinistico Fluviale), per calarsi dall’alto e provare a smontare quante più lamiere possibili. Solo così ci si potrà assicurare di avere spento completamente il fuoco.

 

In totale, gli uomini del Comando Provinciale Vigili del fuoco di Viterbo, hanno presidiato la palazzina per 3 giorni. Durante le prime 12 ore di intervento sono state impegnate 21 persone, compresi i vigili del comando di Roma e Terni, e 8 mezzi: 2 APS (Auto Pompa Serbatoio), 2 ABP (Auto Botte Pompa), 2 autoscale, 1 piattaforma, 1 carro autoprotettori.

Commenta con il tuo account Facebook
Share.

Comments are closed.