Invasioni, fumogeni, e politici inutili sul percorso: cordone di sicurezza bocciato su tutta la linea

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Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Gli imbecilli, soprattutto in occasione dei grandi eventi, non mancano mai. Il trasporto del 3 settembre, in tal senso, non ha fatto eccezione.

 

Certo è che nessuno, in tanti anni di trasporto, si era mai reso autore di un gesto così idiota e irrispettoso nei riguardi della Macchina di Santa Rosa, che la dice lunga sul degrado verso cui questa società sta andando incontro.

 

Ma andiamo ai fatti.

 

Subito dopo la partenza, all’inizio di via Garibaldi, si assiste a un qualcosa di assolutamente inaspettato e inconcepibile.

 

Mentre tutti sono col naso all’insù ad ammirare lo splendore di Gloria, un gruppo di idioti, situati all’altezza di via Vetulonia, decide di dare sfogo a tutta la propria mediocrità, lanciando un fumogeno verso la Macchina. L’oggetto scagliato dai mentecatti coglie il bersaglio grosso solo in parte (un faro della Macchina); il fumogeno, però, prosegue la propria corsa, andando a finire su una signora che stava seguendo il trasporto sul lato sinistro di via Garibaldi. La donna si procura una lieve ustione. I vigili del fuoco, nel frattempo, intervengono prontamente, spegnendo il fumogeno e le fiamme createsi lì intorno.

 

Foto G de Zanet - Macchina di S. Rosa 2015 (10)

 

L’accaduto, a onor del vero difficilmente prevedibile, ci fornisce in ogni caso l’occasione per commentare l’assoluta insufficienza del sistema di sicurezza. Lungo tutto il persorso, infatti, si è assistito a continui ingressi di pubblico nella zona off-limits. Il tutto non solo mentre la Macchina era ferma nelle varie piazze ma anche durante il trasporto, con vigili urbani e componenti della banda impegnati più a dribblare gli incoscienti situati sul percorso che a sfilare davanti alla Macchina.

 

Il tutto stride fotemente con le procedure cervellotiche attuate dal Comune per il rilascio dei permessi necessari ad essere presenti sul percorso (roba da Pentagono); nella mattinata del 3 settembre, infatti, dopo una tortuosa procedura selettiva, politici, addetti ai lavori e giornalisti, sono riusciti a ottenere i tanto agognati permessi dopo aver effettuato più di un’ora di fila; autentica chicca, il nastrino tricolore riservato ai pochi eletti, indispensabile per poter accedere alla salita di Santa Rosa sino innanzi alla Basilica; una novità, questa, a dir poco ridicola; così come ridicolo è stato lo scarica barile compiuto dalle varie parti in causa nel momento in cui si andava a chiedere di chi fosse stata questa brillante idea.

 

Nonostante gli atti vandalici di alcuni teppisti, la presenza di alcuni politici (inutili) che nulla hanno a che vedere con le attuali e varie amministrazioni, e un’organizzazione a dir poco scandalosa, la Macchina è in ogni caso riuscita a passare. Lode dunque a Santa Rosa il cui intervento, mai come quest’anno, si è rivelato più che mai salvifico.

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