“L’associazione musicale di Vallerano non è proprietà privata”

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VALLERANO – “In merito all’articolo pubblicato sul vostro sito: “Associazione musicale G.M. Nannino di Vallerano, Troncarelli: “Sono vittima di un’autentica porcata”> In: Cronaca, Vallerano 25/10/2015 – 12:29; è meglio precisare che Maestro Troncarelli ha avanzato la richiesta di rimborso spese in data 26/10/2012 (che riguardava “l’attività didattica di solfeggio e iniziazione bandistica”).

 

Ha , che non era stata mai deliberata dal Consiglio Direttivo dell’Associazione. La scuola della musica “Otello Benedetti” era la scuola di musica privata, organizzata e gestita personalmente dal maestro Troncarelli. Egli ha usato gli spazi dell’Associazione, ed anche il suo nome, per organizzarla. Fino oggi non abbiamo visto nessun elenco, né degli allievi, né tanto meno degli insegnanti; nemmeno le quote mensili versate da parte dei genitori.

 

Prescinde dal questo fatto si ricorda che abbiamo un Regolamento Interno, voluto dalla L. 266/91 per mantenere la parità di trattamento dei soci e per impedire rimborsi con regole “ad hoc” per singoli casi privilegiati. Fatta questa doverosa premessa, si ritiene che nostra Associazione possa rimborsare al socio le spese documentate ed effettivamente sostenute per l’espletamento dell’incarico ricevuto. In questi casi i rimborsi stessi non costituiscono reddito per il socio e non sono soggetti ad IRPEF e alla connessa ritenuta d’acconto.

 

Si sottolinea che fino oggi non sono prevenute le spese documentate. Si ricorda inoltre che in casi particolari, per quanto non previste nel presente Statuto, si applicano le norme del Codice Civile. L’attuale Consiglio di Amministrazione è stato nominato dall’Assemblea Straordinaria dei soci. Per aderire all’Associazione è necessario formulare apposita richiesta mediante compilazione del modulo di adesione, non ci risulta che Maestro Troncarelli ha mai fatto. E’ qui c’è un errore fondamentale: discriminazione tra socio e socio. Il motivo abbiamo sentito dire tante (troppe) volte: “Non è giusto che chi si è sbattuto per fondare l’Associazione possa vedersi portar via l’associazione da un gruppetto di nuovi soci appena arrivati” (cit.)… Signori: questa è l’essenza stessa della Democrazia.

 

L’Associazione non è una proprietà privata ma una proprietà collettiva.

 

Per non pagare praticamente tasse (noi abbiamo chiesto il regime fiscale agevolato ex. L398/91. La successiva L. N. 350/2003, all’art. 2 comma 31 ha stabilito che il regime fiscale agevolato può essere applicato anche ad associazioni di musica e bandistiche) lo Stato ci chiede che tutti i soci siano uguali, che una testa valga un voto, e che chiunque sia eleggibile a qualsiasi carica.
Nostra associazione è composta dai SOCI ORDINARI (cioè quelli accettati in volta dietro loro espressa domanda, dal Direttivo). Tutti devono pagare la medesima quota sociale minima, in caso nostro è di 5,00€ annuali).

 

Ci dispiace notare che il successo altrui provoca al Maestro Troncarelli sfiammate di rabbia e rancore, specialmente ora durante la Festa della Castagna a Vallerano, dove la nostra Associazione era presente con lo stand gastronomico (per raccolta dei fondi), quando la popolazione del paese ha partecipato e ha anche contribuito in modo consistente. Vogliamo ricordare che: “Chiunque comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione, è punito con la pena pecuniaria della multa da euro 258 a euro 2.582.

 

Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena consiste nella pena pecuniaria della multa da euro 258 a euro 2.582 o la pena della permanenza domiciliare da sei giorni a trenta giorni ovvero la pena del lavoro di pubblica utilità da dieci giorni a tre mesi.

 

Se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico , la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 516. (art. 595 Codice Penale e articolo 52 , comma 2, lettera a), D.Lgs. 28 agosto 2000, n. 274).

 

Il bene giuridico tutelato dal reato di diffamazione è la reputazione, intesa come l’opinione sociale dell’onore di una persona, la stima diffusa nell’ambiente sociale, insomma: ciò che gli altri pensano di una persona. Pensiamoci prima di parlare a vanvera”.

 

Per CDA
Dott.ssa Joanna Gierszewska

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