Montefiascone, il decoro della Rocca dei Papi non decolla

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MONTEFIASCONE – Sono ormai passati quattro mesi da quando si è insediata la nuova amministrazione guidata dal sindaco Massimo Paolini ed il settore Decoro del paese, specialmente nell’area della Rocca dei Papi, tanto decantato in campagna elettorale, sul colle della città vulsinea, ancora non decolla.

Certo l’assessore al ramo ha diversi incarichi da portare avanti, per cui ci vuole tempo ma, se il buon giorno si vede dal mattino, molti ritengono che Montefiascone di decoro ne subirà ben poco. E’ pur vero che si va verso l’inverno per cui il flusso turistico si riduce di molto, ma gli interventi da fare sono così tanti che, rimandarli tutti nei brevi mesi della primavera, onde offrire ai turisti della prossima stagione una cittadina diversa da quella attuale, sarà molto difficile realizzarli.

Va, comunque, sottolineato che i turisti, in Montefiascone, vi sono, se pur in numero notevolmente ridotto, anche durante il periodo invernale, per cui, alcuni interventi sono comunque necessari come lo sfalcio degli arbusti sottostanti la Rocca dei Papi che, cresciuti a dismisura, deturpano notevolmente la visione della Rocca venendo dalla sottostante strada che si diparte da via Oreste Borghesi. Ad onor del vero, va rilevato, che detti arbusti sono su una proprietà privata, proprio per questo è necessario intervenire presso i proprietari per sensibilizzarli al problema e far si che si adoperino per tenere sotto controllo il crescere di quegli arbusti e limitarne lo sviluppo con periodici interventi. In questo contesto va esaminata anche la situazione del muro di sostegno che, proprio al centro della sua curvatura, presenta una forte crepa, segno che, il crescere delle radici dei soprastanti arbusti, sta esercitando un opera di allentamento delle pietre che lo costituiscono, per cui è facilmente prevedibile che, prima a o poi, esso possa cedere definitivamente non conseguenze non insignificanti.

Al di la di questo, sempre in quell’area, vi è ancora un lampione della pubblica illuminazione da ripristinare e, nonostante le varie segnalazioni, a tutt’ora non è stato preso provvedimento alcuno; come pure vi è un punto ove la protezione dei sottostanti terrazzi è realizzata con pezzi di vecchie ringhiere ed alcuni pezzi di tubi innocenti mal ridotti dalle intemperie, anche qui è necessario intervenire sui proprietari perché sanino la situazione.

Non si può poi dimenticare lo stato di degrado delle varie colonnine in pietra del resto del parapetto; alcune delle quali sono invase dall’edera ed altre sono carenti di cappello di copertura, per cui, l’acqua piovana filtra tra le pietre favorendone l’allentamento; altre ancora, sulla ringhiera più alta, realizzate in cemento armato, si stanno sgretolando ed emergono alla vista i ferri dell’armatura interna. Questa situazione di degrado, comunque, non sfugge ai visitatori che quotidianamente si recano in visita al monumento, come ho potuto verificare nel pomeriggio di oggi, allorché, intorno alle sedici, è giunto un gruppo di turisti che, bisbigliando tra loro, quasi per non farmi sentire, sottolineavano proprio quanto sopra esposto.

Pietro Brigliozzi

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