Palazzo Ater di via della Cava: già ripristinata l’energia elettrica

0

VITERBO – “L’Ater non solo sta già provvedendo al pagamento delle quote arretrate non corrisposte dagli inquilini (ai quali, ovviamente, chiederemo poi la restituzione), ma ha voluto con forza la convocazione dell’Assemblea dello scorso 15 dicembre, nel corso della quale, alla presenza del nuovo amministratore, sono stati approvati i bilanci degli anni passati, anche e soprattutto con l’anticipo della somma dovuta a Talete spa.

 

E’ stato, poi, varato il piano di interventi, per riportare alla normalità e a una corretta gestione il palazzo di via della Cava-via Matteotti”. E’ quanto sottolinea Amedeo Lauretti, direttore generale dell’Ater di Viterbo, rilevando che “sulla vicenda sono state scritte e dette molte cose inesatte”. “Innanzitutto – spiega Lauretti – non si tratta di alloggi di edilizia popolare, ma di edilizia agevolata, ovvero una tipologia totalmente diversa ed è per questo che gli affitti corrisposti dagli inquilini, in base a criteri di legge, sono più alti. Nel passato, poi, sono stati accumulati debiti relativamente alle quote condominiali e questo non è certo imputabile alla nostra Azienda, ma a chi amministrava il condominio e agli inquilini morosi. Quando ci siamo resi conto che le cose erano arrivate a un punto di non ritorno – e ribadisco: non per colpa nostra – abbiamo chiesto la convocazione urgente di un’assemblea, nel corso della quale è stato nominato il nuovo amministratore, che, come detto, è già al lavoro per ripristinare la normalità. E, non a caso, è già stata ripristinata l’energia elettrica per scale e impianti tv”.

 

Lauretti, in qualità di architetto, ritiene, poi, necessaria una puntualizzazione sull’aspetto estetico del palazzo: “Ho letto che il condominio restaurato sarebbe un cazzotto in un occhio, perché in contrasto con i palazzi confinanti: su questo tema ci sono decine di libri e migliaia di interventi di autorevolissimi architetti, con posizioni contrapposte. Ed è giusto sottolineare che l’Ater ha speso molto per ricostruire questo edificio, che era stato devastato dalla guerra, e, dunque, credo che un lavoro così importante meriti rispetto – anche per le professionalità che vi sono state impegnate – e non debba essere oggetto di critiche – tanto soggettive quanto fuori luogo – di improvvisatori”.

Commenta con il tuo account Facebook
Share.

Comments are closed.