Maxi operazione antidroga: stroncato spaccio di eroina nella Tuscia (foto)

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Barbara Bianchi

 

VITERBO – Oltre 50 grammi di eroina sequestrati. 40 episodi di spaccio monitorati. 50 uomini impegnati. Sono questi i numeri dell’operazione “Heroin in the street”, che, nella notte tra il 9 e il 10 agosto ha portato gli uomini della Squadra Mobile all’arresto di 3 persone e alla perquisizione di 18 appartamenti.

 

Risultati, questi, di un lungo periodo di attività, osservazioni, pedinamenti, sotto la guida del Dott. Zampaglione, che hanno permesso di smascherare una fitta rete di spaccio di eroina su tutto il territorio viterbese. A capo del giro, il 48enne M.T., da tempo noto alle forze dell’ordine, che gestiva assieme alla sorella e all’amico M.M. il rifornimento, la tagliatura e lo smercio delle sostanze.

 

I ruoli all’interno del gruppo erano ben distinti: la donna e M.M. si occupavano del rifornimento a Perugia e della preparazione delle dosi, mentre il loro capo si occupava della gestione diretta dello spaccio. “Persino durante la sua detenzione agli arresti domiciliari, lo scorso maggio, non aveva rinunciato a coordinare le attività – ha spiegato il Dott. Zampaglione, capo della Squadra Mobile – è in quell’occasione, infatti, che abbiamo effettuato il più imponente sequestro di sostanze: si tratta di 30 grammi di eroina rinvenuti nella macchina della sorella di M.T. al ritorno della trasferta perugina.”.

 

30 grammi che si sarebbero trasformati in 40 dosi circa, da vendere a oltre 40 euro l’una. Le indagini sono partite a seguito di diversi episodi di intossicazioni verificatisi nella Tuscia e alla morte per overdose, nella notte tra l’1 e il 2 aprile, di un uomo tossicodipendente residente al Pilastro. Per ora i reati contestati a M.T. e soci si limitano alla detenzione di stupefacenti al fine di spaccio, ma non si escludono possibili correlazioni con la morte dell’uomo. In tal caso le accuse per i tre si appesantirebbero. Si parlerebbe, infatti, di morte come conseguenza di altri reati. “Ma le indagini sono ancora in corso – ha sottolineato il Dott. Zampaglione – tutti gli accertamenti del caso ci daranno le risposte di cui abbiamo bisogno.”.

 

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