Tentato omicidio, tutti assolti

0

 

Barbara Bianchi

 

VITERBO – Tutti assolti dai reati di tentato omicidio e danneggiamento, i tre giovani viterbesi coinvolti nella rissa del 29 novembre 2009, di fronte ad un famoso bar notturno sulla Teverina, alle prime luci dell’alba.

Secondo la sentenza del collegio, giunta dopo appena trenta minuti di camera di consiglio, non avevano intenzione di uccidere nessuno, quando, dopo una serie di provocazioni verbali e qualche pugno, investirono con la macchina uno dei due ragazzi con cui, poco prima, si erano azzuffati. Un incidente involontario, nulla di più.

 

Una sentenza che va a disintegrare il quadro generale dipinto dal pm Siddi, riguardo la situazione e gli imputati: “Viterbo è da tempo, ormai, teatro di violenza gratuita, ingiustificata. Fine a se stessa. Ed oggi, cercare un movente che abbia spinto gli imputati dapprima a massacrare di botte i malcapitati e poi ad investirne uno, è inutile. Perché non c’è: è la violenza gratuita. Il nulla.”. Per questo vorrebbe una punizione esemplare per i ragazzi finiti alla sbarra. E formula delle richieste indistinte per i due imputati con precedenti e una a parte per l’incensurato. 5 anni e 6 mesi per i primi. 5 anni per quest’ultimo.

 

A controbattere immediatamente le difese: “Bisognerebbe ridimensionare il tutto e ridurre ciò che è stato dipinto come rissa e aggressione ‘organizzata’, a quello che di fatto è stato: qualche schiaffo tra le parti e un investimento del tutto involontario. Non si può confondere il reato di lesioni con quello, ben più grave, di tentato omicidio”.

 

Sulla stessa linea, i difensori degli altri due ragazzi, semplici passeggeri dell’automobile, “per cui il reato contestato è decisamente esagerato. Non guidando non avrebbero mai potuto evitare l’impatto”, precisano “non possono essere sottoposti a giudizio per tentato omicidio”.

 

Come neanche chi era alla guida, in accordo con la sentenza dei giudici, che optano per l’assoluzione, dal momento che ‘il fatto non costituisce reato’.

 

A rimanere in piedi, quindi, solamente le accuse di lesioni personali, per cui i tre imputati sono stati condannati a 1 anno e 8 mesi (pena sospesa per il ragazzo incensurato).

 

E già si parla di ricorso in appello da parte dei difensori Taurchini, Delfino, Micci. Tutti ben consci dell’imminente prescrizione (metà 2016), cui il reato di lesioni va incontro.

Commenta con il tuo account Facebook
Share.

Comments are closed.