Verso una unica grande Azienda di Trasporto pubblico regionale?

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REGIONE – “Il prossimo Giubileo è destinato a divenire “il banco di prova” della efficienza o meno del nostro sistema di Trasporto pubblico locale. Non riguarderà soltanto il servizio riferito a Roma, ma anche le aree di collegamento della Regione Lazio, che, essendo vicine alla Capitale ne saranno piu o meno interessate. D’altronde ,oggi, dobbiamo fare i conti sul fatto che i tagli al settore, imposti dai noti vincoli di bilancio porteranno ad un reale abbattimento delle risorse disponibile, di circa un quarto rispetto a quelle attuali.

 

Dove trovare quindi, in questo contesto, le risorse necessarie? Si può operare in vari modi. La più scontata è attraverso la stesura di piani industriali “lacrime e sangue” che arrivino, eventualmene, a prevedere esuberi e quindi anche l’applicazione di strumenti normativi di sostegno al reddito, preludio di strutture aziendali leggere, con minor costo contrattuale del lavoro, appetibili quindi anche dai privati.

 

Siamo sicuri che però alla fine di questo iter procedimentale ci sia davvero un ammodernamento ed efficientamento delle strutture e dei servizi? Oppure i noti disservizi continuerebbero a gravare soltanto sugli utenti? Giriamo la domanda a chi di dovere.

 

Più giusta e percorribile, rimane la via, saggiamente indicata da Cgil, Cisl e Uil di categoria di rendere sinergiche le aziende attualmente operanti nel comparto regionale, Atac e Cotral, per esempio da sole rappresentano l’80% della categoria nel Lazio. Il restante 20% è diveso tra soggetti pubblici minori e privati.

 

Proprio da Viterbo, non a caso, potrebbe partire un progetto, già a suo tempo discusso e valutato, di sinergia iniziale tra alcune attività della Francigena e del Cotral, che potrebbero portare a risparmi di gestione per entrambe le aziende.

 

Tutte le istituzioni locali, potrebbero essere promotrici e partecipare, se condiviso, a questo progetto; in primis il Comune di Viterbo, la Provincia che nell’ambito della riscrittura del proprio Statuto in base al riordino delle proprie competenze, potrebbe dire la propria anche sul settore dei trasporti.

 

Uguale possibilità per le competenze dei Consiglieri Regionali che sono di riferimento territoriale; che rappresentano nell’ambito della nostra Tuscia, le istanze della popolazione locale, negli altrettanti ambiti di intervento degli organi regionali. Queste poche righe solo per stimolare le istituzioni preposte alll’esistenza di un problema per il quale si cerca urgentemente la soluzione attraverso una risposta”.

 

Piergiuseppe Polo

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