Vetralla e l’isola ecologica che non c’è

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VETRALLA – Bisogna ammettere che l’amministrazione del Comune di Vetralla non è priva di un certo senso dell’humor, ma che non fa divertire gli abitanti della zona adiacente al centro commerciale Coop.

Dopo tante segnalazioni per i rifiuti che traboccavano nell’isola ecologica, la nostra amministrazione ha provveduto a sopprimerla per tacciare le critiche, costringendo gli abitanti della zona a cercare un altro sito per depositare i rifiuti, senza specificare dove.

 

Per disfarsi dei rifiuti, i residenti sono costretti a percorrere qualche centinaio di metri, che non sono una passeggiata per gli anziani non automuniti e non è salutare farlo nelle giornate fredde o piovose, peraltro tale decisione crea la saturizzazione più frequente delle isole ecologiche limitrofe.

 

Per questa amministarzione, il fatto che i cittadini pagano la “TARI”, per avere il servizio raccolta rifiuti, è un fatto trascurabile, quindi se si lamentano per l’isola ecologica stracolma di rifiuti, la si elimina per tacciare le lamentele invece di trovare soluzioni ragionevoli ed accettabili.

 

Paradossalmente, è come se per gli italiani che si lamentano per il sovraffollamento degli ospedali, le Asl decidessero di chiuderli, invitando i malati a curarsi nelle città limitrofe, oppure che nei cimiteri non c’è più spazio e quindi si invitano i cittadini a morire in altri paesi.

 

L’obiezione ricorrente sulle isole ecologiche è che vengono utilizzate dai non residenti, ma in molti altri comuni d’Italia, per evitare questo inconveniente, viene istallato il servizio di videosorveglianza sanzionando severamente chi infrange il regolamento, questa soluzione ha dimostarto essere un utile deterrente.

 

Se il Comune di Vetralla non vuole fare l’investimento della videosorveglianza, può intervenire con l’aumento di frequenza della raccolta, ma non può disagiare i cittadini che pagano un servizio che deve essere erogato nel migliore dei modi. Questa soppressione dell’isola ecologica è discutibile da molti punti di vista e non si può assolutamente pensare di risolvere un problema creandone un altro”.

 

Gennaro Giardino

 

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