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Unitus 4° migliore Ateneo d’Italia, il rettore Mancini: “In crescita nonostante la crisi”

In: Cultura

19 giugno 2012 - 13:25


Università

Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – L’Università della Tuscia gode di ottima salute e continua a crescere nonostante il grave periodo di crisi. Il tutto senza aumentare le tasse negli ultimi due anni, continuando allo stesso tempo a garantire servizi e possibilità di lavoro all’interno dell’Ateneo. Ad annunciarlo, con notevole e giustificato orgoglio, è stato il rettore dell’Unitus, Marco Mancini, nel corso di un incontro tenutosi martedì mattina presso i locali del rettorato.

 

“Nel settembre del 2008 – esordisce – presentai nuovamente la mia ricandidatura a rettore, perché ero consapevole che l’Università avrebbe affrontato un triennio spaventoso, caratterizzato da consistenti tagli ai finanziamenti. Per una navigazione così difficile, pensai, poteva essere utile usufruire del vecchio nocchiero, E in effetti non mi ero sbagliato. Alla luce di tutto ciò, infatti, posso ritenermi molto soddisfatto di come siamo riusciti ad affrontare questo periodo di crisi, grazie soprattutto all’ottimo lavoro compiuto da tutti i miei collaboratori nello specifico delle proprie mansioni”.

 

Tra i dati che maggiormente inorgogliscono il rettore vi sono quelli relativi ai tagli: “La media nazionale dei tagli al sistema universitario, – sottolinea – si aggira intono al 12 %. Solo nel 2012 essi sono stati attestati al 2/2,2%. Di contro, negli ultimi 4 anni, la nostra università, in base a particolari criteri strettamente afferenti al merito, ha perso mediamente solo il 7%, distanziandosi dalla soglia media nazionale. Riferendoci al solo 2012, invece, abbiamo registrato un taglio di appena lo 0.48%; la percentuale minore di questi ultimi anni. Oltre a ciò, ci siamo adoperati nell’elaborazione di numerosi dati ministeriali, constatando con notevole piacere che il nostro Ateneo si trova al 4° posto su 70 università italiane. In pratica, il miglior piazzamento di sempre. Le cifre sono chiare, dunque, e denotano una crescita esponenziale di cui siamo fortemente fieri”.

 

Una crescita che si riflette anche sul piano dell’offerta formativa. A partire dal prossimo anno accademico, infatti, l’Università della Tuscia potrà vantare due nuovi corsi: uno in Giurisprudenza, l’altro in Ingegneria, verso cui è attesa una forte risposta in termini di iscrizioni. E proprio riguardo ai giovani e ai mezzi che l’Ateneo mette loro a disposizione per la ricerca di una futura occupazione, il rettore Mancini aggiunge:

 

“Mentre gli altri si riempiono la bocca di parole, noi facciamo i fatti. Nell’ultimo triennio, infatti, l’Università ha potuto vantare 275 Dottorandi, 71 Assegnisti e ben 139 Ricercatori (di cui 35 assunti a tempo determinato e 23 a tempo indeterminato, ndr), che rappresentano da soli il 42% del nostro corpo universitario. Molte Università, invece, sono in crisi per quanto concerne le assunzioni. Un problema, questo, che per noi, come vedete, non è mai esistito. Ma non ci siamo fermati qui. Con l’obiettivo di tutelare i nostri studenti, infatti, l’Università della Tuscia è stata una tra le poche in Italia che non ha incrementato le tasse oltre misura, bloccandone altresì l’aumento negli ultimi due anni. Ciò nonostante l’Ateneo ha continuato ad assumere e ad essere in costante crescita, puntando sempre più su ricerca e servizi per gli studenti, come dimostra l’informatizzazione della modulistica.

 

Questo – conclude Mancini – è quanto siamo riusciti a fare per la nostra Università e, conseguentemente, per il nostro territorio. Un operato che denota indiscutibilmente una serie di azioni oculate ed efficienti, che non hanno lasciato spazio a sprechi. Si pensi solo che le spese di rappresentanza del rettore, nei tredici anni in cui ho rivestito tale carica, ammontano a soli 3mila euro. Qualche altro collega, invece, a speso 3400 euro in un solo anno. Un’altra inequivocabile prova del nostro operato virtuoso”.


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