“Brexit significa aver girato la testa”

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VITERBO – “Sabato scorso durante la trasmissione televisiva  “A sua immagine” è  stato trattato il tema caldo del momento: con varie tesi e risposte in antitesi  si è cercato di trovare una o più sintesi del problema Brexit in chiave umanistica. Come non essere colpiti da tutto quello che ne può essere scaturito?

 

Mi ha molto colpito una frase detta da Papa Francesco nel suo peregrinare in terra Armena. Sarebbe stato normale e umano lasciarsi travolgere dal modo in cui Francesco ha parlato dei cristiani martiri, sentendone omelie e parole sulle persecuzioni cristiane, alle quali erano accostate  in similitudine  alla parola olocausto per individuare lo stesso delitto contro l’umanità in chiave ebraica. Ma non è stato questo che mi ha colpito. «Il denaro fa girare la testa degli uomini, distogliendone lo sguardo verso altre direzioni» – questa è la frase che, riferita a genocidi, persecuzioni, guerre, conflitti, drammi, valori e dolori umani schiacciati sotto il peso del guadagno, mi ha profondamente scosso.

 

Come può sopravvivere l’attaccamento alla faticosa aggregazione europea fatta di Nazioni che hanno conosciuto il benessere dettato dai dolori altrui, Stati che hanno creato il proprio benessere, il proprio attuale PIL sull’esportazione delle armi, sulla ricostruzione di Paesi devastati dalle guerre, dai conflitti civili, dalle catastrofi ed ancor prima  sullo sfruttamento della schiavitù e dal colonialismo? Per queste nazioni diventa sempre più difficile oggi rimanere ancorati alle attuali logiche Europee ove all’interno popoli migranti cercano pace e asilo, fuggendo dai conflitti, e dove l’Europa cerca, suo malgrado e con moltissimi sacrifici di nazioni che accolgono i rifugiati, di creare ammortizzatori a tali dolori.

 

In questa tempesta di individualismi e facili scontenti è semplice far “girare la testa altrove”, confondendo l’opinione pubblica con titoli xenofobi contro chi è diverso, con l’ausilio di canali televisivi e di testate giornalistiche, oscurando le menti dei cittadini che non riescono più captare la disperazione di chi fugge da territori ove non esiste futuro per sé e per le famiglie, dove non può esistere prospettiva per i propri figli.

 

Da una superficiale analisi del voto, si evince che non sono stati gli spiriti dei giovani Inglesi a prevalere ma le vecchie logiche conservatrici, ancorate ad un passato di sfruttamenti verso terzi ormai senza futuro.

 

Sappiamo tutti quanto la CITY londinese viva di tali flussi, molti speculativi addirittura volti a scommettere sul fallimento di una banca rispetto ad un’altra, oppure su una Nazione se utile il suo default rispetto alle scommesse dei mercati londinesi. Di fronte a questo tipo di benessere e ricaduta, è semplice far girare la testa ai propri cittadini, sbandierando e fomentando a dovere paure verso il diverso, verso chi è estraneo, verso chi diversamente pensa.

 

È facile far girar la testa tanto quanto lo è dimenticare che  siamo tutti fratelli nell’umanità e testimoni perciò con le nostre gesta di valori che ci hanno avvicinato a colui che senza discriminazioni di razza, cultura, sesso, età o religione si è immolato per noi e per un mondo migliore. Non solo spero, ma soprattutto credo che si possa superare la paura dell’altro per tornare a sentirci fieri di un’unità che per prima cosa sia umana”.

 

Stefano Signori (foto)
Presidente Confartigianato Viterbo

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