“In cinque anni il credito alle imprese si è ridotto dell’11%”

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VITERBO – Tra la fine del 2011 e il febbraio scorso, il credito alle imprese si è ridotto, in Italia, di 112 miliardi. Un calo impressionante. Equivale a un taglio di oltre l’11 per cento dello stock complessivo. Ma questo calo si trasforma addirittura in un crollo per le imprese artigiane, che, nell’arco degli stessi 50 mesi, hanno subito un taglio vicino al 20 per cento del credito erogato dalle banche, passando da 55,6 miliardi a 44,8 miliardi.

 

I dati sono stati resi noti dalla CNA in occasione della presentazione dell’analisi condotta su più di 16mila bilanci estratti da circa 8mila imprese per capire l’evoluzione strutturale delle condizioni di finanziamento e provare a delineare nuove soluzioni a problemi persistenti.

 

Da parte delle banche -spiega la CNA- si evidenzia una divaricazione del credito, con erogazioni sempre più selettive (il settore manifatturiero registra un + 4 per cento), una maggiore attenzione al rischio (in quanto la redditività degli impieghi rimane bassa), una mancanza di convenienza nell’erogazione di credito alle piccole imprese, considerato che fino a 30mila euro il margine di contribuzione sarebbe addirittura negativo ovvero le banche concluderebbero l’operazione in perdita. E, di fronte alla diminuzione del credito, le microimprese in genere, in particolare le aziende immobiliari e di costruzione, hanno reagito principalmente indebitandosi con i soci e cercando di allentare la presa dei fornitori.

 

“E’ comunque vero che il panorama delle piccole imprese denota profondi mutamenti, perché sono aumentate le specificità in relazione al settore, alla classe dimensionale e agli obiettivi strategici, quindi le reazioni sono diversificate. Per esempio, le imprese di servizi rivelano un irrobustimento e un interessante dinamismo”, è la considerazione dell’Associazione.

 

“I dati forniti dalla CNA nazionale segnalano il perdurare di una situazione di difficoltà che rischia di rendere più incerta la ripresa. Nel nostro territorio registriamo, soprattutto negli ultimi mesi, una diminuzione della richiesta stessa di credito, perché o si sceglie di cercare di mantenere le attuali posizioni e non correre rischi oppure si teme di vedersi respinta la richiesta di finanziamento”, dice Luigia Melaragni (foto), segretaria della CNA di Viterbo e Civitavecchia.

 

“I numeri forniti durante la recente assemblea dei soci della nostra Cooperativa di garanzia, Artigiancoop, ci confermano che la domanda di credito è finalizzata principalmente al ripristino di liquidità -prosegue- e in misura nettamente inferiore al passato agli investimenti. E comunque il dato degli 11 milioni di euro erogati nel 2015 da Artigiancoop dice che gli sportelli del sistema dei Confidi restano un punto di riferimento solido, spesso l’unico, per le piccole imprese. Non a caso, in cima alle 12 proposte presentate dalla CNA per una politica in materia di credito in linea con il terzo millennio, ci sono il potenziamento e l’innovazione dei Confidi”.

 

Il modo migliore per rilanciare il credito, secondo la CNA, passa per il rilancio degli investimenti, pubblici e privati, e dei consumi. Contestualmente, si deve lavorare per creare un humus favorevole alla ripartenza, prima di tutto connettendo nuova finanza e piccole imprese. Tre sono i soggetti chiamati ad operare, con obiettivi chiari e responsabilità: le istituzioni, il sistema bancario e finanziario, l’Associazione, cioè la CNA.

 

A quest’ultima sono affidati l’assistenza capillare professionale alle piccole imprese, il rilancio strategico dei Confidi, la valorizzazione del patrimonio informativo. Alle istituzioni spettano il sostegno alla patrimonializzazione delle imprese, le garanzie per chi ne ha bisogno, l’innovazione nel mercato pubblico che si rivolge alle imprese di beni e di servizi, la modernizzazione degli interventi sui crediti commerciali e della giustizia civile. Banche e finanza devono invece sostenere il piccolo credito, anche attraverso forme innovative che coinvolgano altri soggetti, come i Confidi, e l’individuazione di nuovi prodotti tagliati su misura per le dimensioni di impresa e per i diversi settori.

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