“Controllo dei campi elettromagnetici, nuovo obbligo per le imprese in vigore da questo mese”

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VITERBO – E’ scattato un nuovo obbligo per le imprese. Il datore di lavoro deve garantire ai lavoratori potenzialmente esposti ai rischi derivanti dai campi elettromagnetici, l’informazione e la formazione previste dal decreto legislativo 159 del 2016, in vigore da pochi giorni, per l’esattezza dal 2 settembre. A darne notizia, è CNA Sostenibile, che assicura: “Siamo pronti ad assistere tutte le imprese interessate al provvedimento, volto a migliorare i livelli di sicurezza negli ambienti di lavoro”.

“Per campi elettromagnetici (CEM), si intendono -spiega Roberta Proietti, dell’Area Sicurezza e Salute della società del sistema CNA- i campi elettrici e magnetici statici, i campi elettrici magnetici ed elettromagnetici variabili nel tempo con frequenze fino a 300 GHz. L’esposizione può provocare effetti biofisici diretti e indiretti sulla salute dei lavoratori. Come comportarsi in presenza di questo obbligo? Potrebbe essere necessario, in alcuni casi, sottoporre ad aggiornamento il documento di valutazione dei rischi aziendale (DVR), sulla base della suddivisione delle aziende in due gruppi principali: quelle in cui il rischio può essere considerato trascurabile (per esempio, uffici, negozi, alberghi, centri di acconciatura) e quelle con apparecchiature, impianti e attrezzature che devono essere oggetto di specifica valutazione, in quanto possono dare luogo ad esposizioni superiori ai livelli di riferimento per la popolazione”.

Queste le principali attività a rischio: saldatura e fusione elettriche, saldatura dielettrica, elettrolisi industriale, sistemi elettrici per la ricerca di difetti nei materiali, utilizzo apparecchi elettromedicali per applicazioni con radiazioni elettromagnetiche, reti di distribuzione dell’energia elettrica, antenne delle stazioni radio base, essiccatoi e forni industriali a microonde.

“In questi casi -spiega l’esperta di CNA Sostenibile- il datore di lavoro dovrà attuare misure preventive e protettive specifiche ed accertarsi che determinate apparecchiature e impianti siano conformi ai previsti standard di prodotto. Nell’impossibilità di stabilire con certezza il rispetto dei valori limite di esposizione utilizzando informazioni facilmente accessibili, la valutazione dell’esposizione va effettuata in base a misurazioni o a calcoli”.

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