Emergenza cinghiali, Coldiretti incontra il presidente Mazzola

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VITERBO – “Entro questa settimana la Provincia firmerà la convenzione con la quale la Regione Lazio si impegna a riaffidare alla polizia provinciale le deleghe per la gestione delle attività finalizzate al contenimento della fauna selvatica”.

Tira un sospiro di sollievo Mauro Pacifici, presidente della Coldiretti di Viterbo, uscendo dall’incontro ufficiale avuto in mattinata con il presidente della Provincia, Mauro Mazzola. “Ancora poche ore – aggiunge Pacifici – e sarà completato il passaggio mancante per intervenire con risolutezza nella gestione di un’emergenza che ci trasciniamo dall’estate e che adesso rischia seriamente di assumere i contorni di una vera e propria calamità naturale”.

“Avevamo le mani legate, non sapevamo più cosa rispondere – aggiunge il direttore Alberto Frau, anche lui presente all’incontro di stamane – alle centinaia di nostri soci che in questi mesi, da tutta la provincia, ci hanno chiamato in cerca di aiuto, denunciando i forti danni subiti dalle invasioni della fauna selvatica, cinghiali soprattutto. Dall’inizio dell’estate ad oggi le aziende agricole hanno subito danni pesantissimi, nell’ordine di centinaia di migliaia di euro, alle coltivazioni. Branchi di cinghiali, come testimoniato dai tanti casi di avvistamento che ci sono stati segnalati, hanno scorrazzato in lungo e in largo nelle campagne della Tuscia, danneggiando vigneti, noccioleti, campi di mais, causando perdite di raccolto e di reddito”. Con i poteri di controllo e gestione riconsegnati alla polizia provinciale, che subito dopo la firma della convenzione potrà autorizzare e coordinare le attività di contenimento degli animali selvatici, ci si augura il pronto superamento di una emergenza che è stata devastante.

“I cinghiali, oltre a distruggere le piante e le coltivazioni, hanno causato anche il dissesto del terreno dei noccioleti già livellato per arrivare pronti alla raccolta, ma hanno altresì compromesso – spiega Pacifici – la semina dei prati da pascolo per gli allevamenti di ovicaprini e bovini. In molti casi è andato perso tutto il lavoro già fatto, con perdite ingenti sia per le spese che le aziende dovranno sostenere di nuovo, sia per il mancato reddito”.

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