Export: trend positivo per le aziende della Tuscia

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VITERBO – Buone notizie per le imprese della Tuscia impegnate nei mercati internazionali che anche nel terzo trimestre 2015 hanno confermato l’andamento positivo delle esportazioni. Secondo gli ultimi dati disponibili dell’Istat, dal confronto tra i primi nove mesi del 2015 e lo stesso periodo del 2014, emerge complessivamente un aumento generale dell’export della provincia di Viterbo pari al 14,8%, maggiore del dato regionale +13%, e nazionale +4,2%.

 

Da considerare che il Lazio, con un aumento dell’export del 13% insieme al Piemonte (+8,7%) e al Veneto (+5,8%), è una delle regioni che forniscono un contributo maggiore alla crescita tendenziale dell’export nazionale.

 

Ottima per la Tuscia la crescita del comparto agroalimentare, con l’export dei prodotti agricoli che cresce del 37% circa rispetto ai primi nove mesi del 2014, mentre per i prodotti dell’industria alimentare, la crescita supera il 60%. Sempre più importante la quota di export sul totale delle esportazioni dei prodotti agroalimentari che si attesta al 38,2%, confermando il suo ruolo importante nell’export provinciale.

 

Il settore manifatturiero nel suo complesso registra un aumento del 9,4% tra i primi nove mesi del 2015 e lo stesso periodo del 2014. All’interno di questo comparto, oltre al buon risultato dell’industria alimentare già evidenziato, si registra un calo delle esportazioni nel comparto ceramico del 6,4%, il cui peso, comunque significativo, si attesta al 26% dell’export complessivo. Tale flessione è addebitabile al primo trimestre 2015, mentre nel secondo e nel terzo il settore è rimasto sostanzialmente stabile rispetto ai dati dell’anno precedente. Vale la pena citare il settore dei prodotti tessili e abbigliamento che aumenta le esportazioni del 18%, e fornisce anch’esso un buon contributo pari al 18% delle esportazioni totali. Così come l’aumento del settore degli apparecchi elettrici con +12,2%. Gli altri prodotti del settore manifatturiero hanno un peso marginale nell’export, ma contribuiscono comunque al risultato finale. Si evidenzia tra questi la crescita delle esportazioni di prodotti chimici +60,8% e il segno meno per i prodotti in metallo, per i macchinari ed apparecchi in genere e per i mezzi di trasporto.

 

Rispetto ai paesi di destinazione delle nostre merci all’estero, l’Europa si conferma come il principale mercato di riferimento, anche se non mancano aperture verso altri continenti. Nel periodo considerato verso gli Stati europei l’export è cresciuto del 21,3%. Nello specifico: Francia +17,4%, Germania +37,8%, Svizzera +33%, Regno Unito +24,7% mentre permane il segno negativo verso la Spagna -14,5%. Segnali positivi dell’export in alcuni paesi dell’est in particolare, Russia +17,3%, Estonia +59,9%, Romania +65,6% mentre si evidenzia un segno meno per Polonia -23% e Repubblica Ceca -22,4%.

 

Buone le esportazioni verso l’America settentrionale con +4,2% e in particolare + 3,8% per Stati Uniti, +6,7% per Canada. Nei paesi asiatici bene solo la Cina con +67,8%, mentre in negativo India, Corea del Sud e Giappone. Lieve contrazione si segnala anche per le esportazioni in Medio Oriente con -1%, nel dettaglio più marcata verso l’Arabia Saudita -45,8%, e Kuwait -8,5%, compensate in parte dal +24% verso gli Emirati Arabi.

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