Guerra del latte, Coldiretti blocca le strade con i camion

0

VITERBO – Coldiretti Viterbo comunica il successo dell’importante manifestazione che si è svolta questa mattina nel lodigiano, con il continuo afflusso di allevatori della Coldiretti da tutte le regioni d’Italia, che hanno reso impossibile l’accesso alle strade limitrofe allo stabilimento della multinazionale francese Lactalis, dove decine di camion sono fermi.

 

Dalla Toscana alla Puglia, dalla Lombardia al Veneto, dal Piemonte all’Emilia Romagna fino al Lazio sono ormai migliaia gli allevatori impegnati nella guerra del latte per difendere il lavoro, gli animali, le stalle, i prati ed i pascoli custoditi da generazioni. Nel presidio ad Ospedaletto Lodigiano (Lodi), davanti allo stabilimento della multinazionale del latte francese Lactalis, che ha conquistato in Italia i grandi marchi nazionali Parmalat, Galbani, Invernizzi e Locatelli, si contano centinaia di trattori parcheggiati mentre sul prato pascolano alcune mucche.

 

Questo perché, quest’anno, hanno chiuso circa mille stalle, oltre il 60 per cento delle quali si trovava in montagna, con effetti irreversibili sull’occupazione, sull’economia, sull’ambiente e sulla qualità dei prodotti. La vita o la morte di molte stalle sopravvissute fino ad ora in Italia dipende da almeno 5 centesimi per litro di latte che si ricavano dalla differenza tra i costi medi di produzione pari a 38-41 centesimi e i compensi riconosciuti scesi a 34 centesimi al litro. È quanto emerge dal dossier Coldiretti “L’attacco al latte italiano, fatti e misfatti”, presentato in occasione della guerra del latte iniziato questa mattina. Gli allevatori chiedono un adeguamento dei compensi in esecuzione della legge 91 del luglio 2015 che – sottolinea la Coldiretti – impone che il prezzo del latte alla stalla riconosciuto agli allevatori debba commisurarsi ai costi medi di produzione che variano da 38 a 41 centesimi al litro. In altre parole – spiega la Coldiretti – gli allevatori devono vendere tre litri di latte per bersi un caffè al bar, quattro litri per un pacchetto di caramelle, quattro litri per una bottiglietta di acqua al bar e quasi 15 litri per un pacchetto di sigarette. E’ stato allestito un palco su un rimorchio dove sono intervenuti il presidente nazionale Moncalvo che ha ribadito, tra l’altro, che “siamo di fronte ad una palese violazione delle norme poiché si tratta di un valore inferiore in media di almeno 5 centesimi rispetto ai costi di produzione e che, non coprendo neanche le spese variabili per l’alimentazione, il lavoro e l’energia, spinge all’abbandono delle campagne”.

 

Moncalvo ha inoltre sottolineato che “occorre intervenire per ripristinare le regole di trasparenza sul mercato di fronte ad un vero e proprio attentato alla sovranità nazionale che non sarebbe certo tollerato in altri Paesi dell’Unione Europea come la Francia”. Insieme a lui anche molti dirigenti nazionali e locali della Coldiretti. Con loro anche il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina che ha garantito il sostegno del Governo alla lotta portata avanti dagli allevatori. Alcuni cittadini hanno solidarizzato con i manifestanti offrendo cibi e vino ma gli stessi allevatori si sono organizzati con la preparazione di una maxirisottata. Le storie di difficoltà dei diversi allevatori si susseguono dal palco ma è comune la volontà di non mollare. “Avete preso i nostri marchi non vi daremo le nostre mucche” hanno gridato in molti. Massiccia la presenza delle forze dell’ordine che stanno garantendo lo svolgimento regolare della protesta. “Questa azione simbolica è stata di forte impatto e un grande segnale: siamo contenti dell’attenzione che ha suscitato lo scoppio della “guerra del latte” nei media e tra i cittadini e i consumatori” ha dichiarato il Presidente di Coldiretti Viterbo Mauro Pacifici (foto). “Con la protesta di oggi, Coldiretti è scesa in prima linea per far sentire la propria voce e posizione per la salvaguardia di un settore importante per l’economia del nostro Paese” ha infine aggiunto il direttore di Coldiretti Viterbo Ermanno Mazzetti.

Commenta con il tuo account Facebook
Share.

Comments are closed.