“Igiene urbana, Viterbo e Lazio al top per tariffe più alte”

0

 

VITERBO – Confartigianato denuncia l’alto costo dei servizi di raccolta rifiuti e pulizia delle città italiane. Il quadro che emerge da un rapporto realizzato dalla Confederazione è allarmante.

 

Nel nostro Paese, infatti, le tariffe per la raccolta dei rifiuti corrono ben più dell’inflazione: negli ultimi 5 anni sono aumentate del 22,7%, vale a dire il 15% in più rispetto al tasso di inflazione (+7,7%) e il 13,1% in più rispetto alla crescita media del costo di questo servizio (+9,6%) registrata nell’Eurozona. Confartigianato ha calcolato il costo del servizio di igiene urbana per le tasche di famiglie e imprenditori che in media, nel 2014, hanno pagato 167,80 euro pro capite, per un totale di 10,2 miliardi.

 

A livello regionale le tariffe più alte d’Italia si registrano nel Lazio con un costo di 220,3 euro per abitante.
«Oltre al danno anche la beffa – interviene Andrea De Simone (foto), direttore di Confartigianato imprese di Viterbo – dallo studio emerge infatti che nelle città in cui le tariffe sono più alte è peggiore la qualità del servizio. Come nella nostra Regione che, secondo il rapporto di Confartigianato, detiene il primato negativo dei costi più alti per l’igiene urbana e della maggiore insoddisfazione dei cittadini per questo servizio. La raccolta di immondizia costa ai laziali 249,9 euro pro capite, il 50,9% in più rispetto alla media nazionale ed il 9,5 % in più rispetto ai 228,15 euro rilevati nel 2010».

 

I dati regionali, dunque, sono a dir poco scoraggianti: il costo unitario del servizio di igiene urbana – calcolato dividendo la spesa per il peso totale dei rifiuti – è di 41,18 cent/kg, superiore del 24,9% rispetto al valore medio nazionale (32,97 cent/kg) ed imputabile soprattutto allo spazzamento che costa 15,72 cent/kg, tre volte e mezzo maggiore (252,7%) rispetto ai 4,47 euro/kg della media nazionale. A fronte di questi costi, solo il 9% dei cittadini è soddisfatto per la pulizia delle città. Tra il 2011 e il 2015 la soddisfazione è calata del 17,7% e, nel dettaglio, soltanto un quinto degli abitanti della apprezza igiene e decoro dei cassonetti (22,6%), pulizia delle aree intorno ai cassonetti (21,7%) e pulizia nella propria zona (21,3%).

 

Se i dati locali sono negativi, il panorama nazionale non è migliore: la rilevazione di Confartigianato mostra infatti che soltanto un terzo (34%) degli italiani è soddisfatto della pulizia della propria città, un valore inferiore di ben 29 punti percentuali rispetto al 62% della media europea e che ci colloca all’ultimo posto in Europa per il livello di soddisfazione dei servizi di igiene urbana. Se la civiltà di una nazione si misura in base al decoro delle proprie città, siamo tristemente il Paese più incivile d’Europa. «Ancora una volta i primati nostrani non ci fanno onore – puntualizza De Simone – e la cattiva gestione della cosa pubblica grava su cittadini e imprese. Per la raccolta di rifiuti hanno pagato oltre il 20% in più, soldi che, data la pessima gestione dei rifiuti, devono essere stati spesi per fare cassa e tamponare emorragie in altri settori. La gestione dei Comuni e delle città è gravemente avvelenata: la qualità dei servizi è pessima a fronte di tariffe esorbitati. Bisogna sanare la situazione, iniziando, ad esempio, a imporre tagli alle società partecipate a livello locale che non conseguono risultati di efficienza nell’erogazione dei servizi».

Commenta con il tuo account Facebook
Share.

Comments are closed.