Olivo e Xylella fasidiosa: Università della Tuscia e Assessorato Agricoltura della Regione a supporto della filiera Olivo/Olio

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VITERBO – In conseguenza dell’emergenza fitosanitaria in Puglia su Olivo (causata dalla problematica fitopatologia nota come ‘Complesso del Disseccamento Rapido dell’Olivo’ (CoDIRO), unica area in tutto il territorio europeo ad essere interessata da questa patologia ‘riporta Giorgio Balestra, ricercatore del Dip. DAFNE dell’Università della Tuscia e coordinatore del progetto’, nell’ambito di uno specifico Progetto (PSR) della Regione Lazio e di concerto con l’Assessorato all’Agricoltura, abbiamo sviluppato ed ora completato, un’attività di monitoraggio, analisi e, contemporaneamente, d’informazione e formazione, a supporto della filiera Olivicola/Olearia Regionale.

 

La rilevanza dell’olivicoltura nella Regione Lazio con circa 10.000 ettari è particolarmente rilevante e, per la prima volta in questa regione, con un’azione preventiva e coordinata, abbiamo operato al fine di rendere consapevoli gli attori dell’intera filiera, fornendo indicazioni appropriate rispetto ad un’emergenza fitosanitaria che, suo malgrado, vede ‘protagonista’ l’agricoltura italiana.

 

Il progetto regionale è stato possibile in virtù della proficua collaborazione tra il gruppo di ricerca di fitobatteriologia del Dip. DAFNE dell’Ateneo di Viterbo e l’imprenditore olivicolo di Montefiascone, Luigi Cimarello, titolare del frantoio CIGO (www.oliocigo.it/), il quale ha permesso le attività per un progetto regionale su questa emergenza fitosanitaria (ad oggi unico progetto in Italia al di fuori della Puglia), mettendo a disposizione oltre a differenti aree ad olivo per essere monitorate, anche del proprio personale a supporto della attività di campo; inoltre c’è stato anche il coinvolgimento attivo della Soc. Cooperativa tra Produttori Agricoli di Monteromano.

 

Il lavoro di monitoraggio e campionamento ha riguardato una porzione dell’area olivicola dell’Alto Lazio interessando i comuni di Montefiascone, Celleno, Viterbo e Monteromano. Le successive analisi, relative sia a piante di olivo, sia ad altre piante potenzialmente ‘ospiti’ del batterio Xylella fastidiosa coinvolto in questa patologia, sono state svolte presso PhyDia srl (www.phydia.eu), spin off accademico/start up innovativa nato nel Dip DAFNE dell’Università della Tuscia, il quale, con i suoi laboratori di eccellenza in termini di competenze e strumentazioni e tecnologie adottate, è riconosciuto dal servizio fitosanitario regionale e dal servizio fitosanitario centrale del MIPAAF, per svolgere attività di fitodiagnostica e di ricerca rispetto a parassiti da quarantena, qual’è il batterio Xylella fastidiosa subsp. pauca, (Xfp) coinvolto nel CoDIRO.

 

Le numerose analisi, effettuate su materiale vegetale con sintomatologie in qualche modo simili a quelle tipiche del CoDIRO, ‘prosegue Balestra’ hanno dato esito negativo, a conferma che, questa patologia nell’area investigata non è presente. Le analisi sono state effettuate applicando avanzate tecniche di biologia molecolare in osservanza di specifici protocolli europei. In aggiunta, ulteriori distinzioni ed approfondimenti sono stati realizzati rispetto a differenti situazioni di stress (di natura biotica ed abiotica) che interessano piante di olivo dell’areale investigato.

 

Contestualmente, il progetto ha previsto degli incontri con tutti gli attori della filiera Olivo/olio dell’Alta Tusca e non solo. Olivicoltori, frantoiani, produttori e rivenditori di olio, rappresentanti di amministrazioni comunali, studenti degli Istituti Tecnici Agrari regionali, dell’Università della Tuscia come ricercatori di altri Enti di Ricerca regionali e rappresentanti di organizzazioni di categoria, hanno reso particolarmente interessanti e partecipati gli incontri formativi. In piccoli gruppi come in contesti più allargati come per esempio, a Vetralla (Frantoi Paolocci) ed a Canino (Oleificio Sociale Cooperativo), la partecipazione, come la discussione, sono state oltremodo importanti e ricche di spunti e riflessioni.

 

Si tratta di un primo (ma concreto) passo nella giusta direzione a tutela dell’intero comparto. Infatti, è di recente approvazione il dover effettuare ispezioni e monitoraggi rispetto a questa patologia su tutto il territorio nazionale. La decisione UE va a rafforzare ulteriormente le attività di monitoraggio in tutte le regioni italiane attraverso campionamenti ed analisi sia relative a piante di olivo, sia delle piante possibili ospiti del batterio al fine di evitare la diffusione della malattia. In questo senso, le azioni proposta due anni fa ed oggi sviluppate dal DAFNE dall’Università della Tuscia con il supporto dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio, hanno precorso positivamente le decisioni Comunitarie, rappresentando un punto di partenza e di riferimento, per continuare a supportare concretamente una delle coltivazioni più importanti a livello regionale, gli olivicoltori, i frantoiani, come tutto l’indotto connesso.

 

 

 

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