Restauratore, pubblicato il bando per la qualifica. CNA: “Odissea terminata”

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VITERBO – “Si è chiuso un ciclo durato 21 anni. Una vera Odissea. Ci auguriamo che si possa giungere rapidamente al riordino di un mercato che deve essere finalmente considerato di primaria importanza per il nostro Paese”. Così la CNA commenta la notizia della pubblicazione del bando per l’acquisizione della qualifica di restauratore di beni culturali.

 

La domanda di partecipazione al bando dovrà essere inviata, esclusivamente per via telematica, entro le ore 12 del 30 ottobre 2015, utilizzando la specifica applicazione informatica che sarà resa disponibile, a partire dal 31 agosto, sul sito del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

 

Si avvia dunque il superamento della fase transitoria apertasi nel 1994, anno di inizio dell’impegno della CNA affinché la politica si occupasse della figura professionale del restauratore.

 

Nel 2000 – 2001 furono emanati due decreti ministeriali in cui si cominciò a identificare il restauratore sotto il profilo economico e imprenditoriale, ma nulla si concretizzò. Il passo successivo fu l’articolo 182 del Codice dei Beni Culturali (anno 2004), cioè la norma transitoria in cui si specificavano la casistica e il percorso necessario per l’acquisizione della qualifica di restauratore. Sempre nel Codice dei Beni Culturali, l’articolo 29 prefigurava un iter normativo che portava al completamento della formazione professionale dei restauratori.

 

Nel 2006, due decreti interministeriali stabilivano i profili di competenza dei restauratori e i criteri, i livelli di qualità, il percorso didattico obbligatorio dei soggetti accreditati ad impartire l’insegnamento da quel momento in poi: laurea magistrale o diploma di secondo livello presso un’Accademia o  Istituti privati accreditati. Nel 2013, con la legge 7 di riforma dell’articolo 182 del Codice, si precisò ulteriormente il percorso di qualifica attraverso dei punteggi assegnati alle esperienze didattiche e professionali.

 

“Fino ad allora -osservano in CNA- i percorsi formativi per diventare restauratore erano numerosi: dai corsi di formazione professionale triennali ai corsi negli Istituti centrali, fino alla sola esperienza maturata sul campo, con almeno otto anni di lavori certificati. La nostra Associazione si è fatta sentire quando è stato necessario protestare. Contemporaneamente, ha partecipato a tutti i tavoli di confronto in sede ministeriale e ha dato un contributo importante alla formulazione della legge 7. Il bando dovrebbe adesso completare e uniformare la legislazione degli ultimi 21 anni”.

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