Etichetta per la provenienza del latte, Coldiretti: “Risultato storico per gli allevatori e per i consumatori”

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VITERBO – “Un risultato storico per gli allevatori e per i consumatori che sono disposti a pagare il vero alimentare italiano fino al 20% in più e con un 12% pronto a spendere anche di più pur di avere la garanzia dell’origine nazionale”.

 

Lo afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel commentare il via libera all’obbligo di indicare in etichetta la provenienza del latte e dei derivati come formaggi o yogurt annunciato dal premier Matteo Renzi e dal ministro delle politiche agricole Maurizio Martina in occasione della Giornata nazionale del latte Italiano che si è svolta a Milano. “Un risultato che risponde alle esigenze di trasparenza degli italiani che secondo la consultazione pubblica online del ministero in 9 casi su 10 – sottolinea Moncalvo – considerano molto importante che l’etichetta riporti il paese d’origine del latte fresco, dei formaggi e del latte a lunga conservazione. Un risultato che – continua Moncalvo – arriva a undici anni esatti dalla introduzione dell’obbligo di indicare l’origine per il latte fresco fortemente voluto dalla Coldiretti anche per sostenere i consumi di un alimento fondamentale nella dieta degli italiani. Con l’etichettatura obbligatoria della origine – precisa Moncalvo – si dice basta all’inganno del falso Made in Italy”. Basti pensare che tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono stranieri, mentre la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall’estero, ma nessuno lo sa perché non è obbligatorio riportarlo in etichetta.

 

“Le quasi 2 milioni di mucche da latte presenti in Italia possono mettere la firma sulla propria produzione di latte, formaggi e yogurt che – sottolinea la Coldiretti – è garantita a livelli di sicurezza e qualità grazie al sistema di controlli realizzato dalla rete di veterinari più estesa che vi sia in Europa, ma anche grazie ai primati conquistati a livello comunitario con 49 formaggi a denominazione di origine realizzati in base a specifici disciplinari di produzione”. Ad essere tutelati sono anche i consumatori italiani che hanno acquistato nel 2015 – secondo una analisi della Coldiretti – una media di 48 chili di latte alimentare a persona. L’obbligo di indicare l’origine in etichetta salva dalla omologazione la ’identità di 487 diversi tipi di formaggi tradizionali. Ad esser tutelati – conclude la Coldiretti – sono 120mila posti di lavoro nell’attività di allevamento da latte che generano lungo la filiera un fatturato di 28 miliardi di euro.

 

“Un provvedimento storico, destinato a rivoluzionare il mercato del latte in Italia, promuovendo la produzione locale e sostenendo la battaglia di quanti, come noi, chiedono norme per tutelare e valorizzare i caratteri di unicità e distintività del latte tricolore”. Lo afferma il presidente della Coldiretti del Lazio, David Granieri, nel commentare il via libera all’obbligo di indicare in etichetta la provenienza del latte e dei derivati, come formaggi o yogurt, annunciato dal premier alla Giornata nazionale del latte Italiano che si è svolta oggi a Milano. “Il decreto del governo aiuterà la ripartenza del settore di gran lunga più importante, in termini di economia e di immagine, del comparto agroalimentare nazionale. Con la tracciabilità e la introduzione della obbligatorietà di indicare in etichetta l’origine del latte che compriamo al supermercato e che beviamo al bar abbiamo finalmente a disposizione – aggiunge Granieri – gli strumenti normativi che chiedevamo da tempo per poter rilanciare la produzione laziale, eccellente per qualità e sicurezza, ma anche per offrire ai cittadini e alle famiglie la possibilità di orientarsi nell’acquisto e di indirizzarsi verso un consumo informato e consapevole. Da oggi potremo ribattere efficacemente all’offensiva del falso latte Made in Italy, un inganno che ha danneggiato finora l’economia della filiera e i consumatori che non potevano conoscere l’origine del latte in vendita sugli scaffali. Da oggi – conclude Granieri – iniziamo a scrivere una storia diversa”.

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