Santa Rosa, tornano le creazioni dei pasticceri viterbesi dedicate alla patrona

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VITERBO – Come ogni anno, anche agosto 2015 è arrivato agli sgoggioli accompagnato dalle note del tradizionale motivo dedicato a Rosa, la santa patrona di Viterbo: la città è in trepidazione per il passaggio del nuovo campanile e i maestri pasticceri del capoluogo non mancano di onorare la festa deliziando i palati di grandi e piccini.

 

Il 3 settembre si avvicina e in pochi resistono ai peccati di gola indotti dalle vetrine delle pasticcerie di Viterbo , dove trionfi di arte culinaria ispirata alla santa bambina conquistano gli occhi e le gole degli avventori.

 

«Santa Rosa infiamma l’orgoglio viterbese – spiega Andrea De Simone, direttore di Confartigianato imprese di Viterbo – e accende la creatività dei nostri artigiani, che, con maestria e passione, sanno interpretare con innovazione la tradizione viterbese. Del resto è questa la massima espressione dell’artigianato Made in Italy».

 

I colori di un’estate che non vuol finire, i suoni che evocano l’impresa dei facchini e i profumi delle delizie sfornate per l’occasione riempiono la bella città dei Papi, che risplende come non mai sotto lo sguardo dolce della sua santa. Per la gioia degli amanti del freddo piacere, torna “crema di Facchini”, il gusto creato dai gelatai dell’Antica Latteria, storica gelateria viterbese, in onore degli eroi che trasportano il campanile per le vie della città. Il Forno Fiore, invece, sta preparando i rinomati maritozzi di Santa Rosa, del Facchino e del mini-Facchino.

 

«La maestria artigiana – continua De Simone – riesce ogni anno a descrivere il sentimento di fratellanza e comunione che unisce i viterbesi in questa festa speciale. Si celebra l’evento, certo, ma ancor di più la valenza sociale e religiosa di cui è portatore. I cittadini si stringono l’un con l’altro e nell’aria si respira la voglia di condivisione e solidarietà. Siamo tutti di un sentimento, si dice, ed è assolutamente vero, basti pensare all’iniziativa del team della pasticceria Cose Buone che, per le celebrazioni della patrona, ha preparato le sfoglie di santa Rosa, rose di sfoglie insaporite con la frutta che i ragazzi sono andati a cogliere nello storico frutteto curato dalle suore di clausura del convento di santa Rosa. Parte degli incassi saranno donati al convento stesso per la manutenzione del frutteto e la creazione di un orto».

 

Immancabile, poi, torna il pane di santa Rosa, tipico dolce a pasta lievitata arricchito e impreziosito da frutta secca di alta qualità, simbolo della tradizione pasticcera del 3 settembre: Virginio e Katia Casantini, maestri pasticceri dell’omonima bottega di via Cairoli, sono già all’opera e stanno realizzando, oltre alla biscotteria dedicata, la loro versione del dolce tipico di Viterbo, così come le pasticcerie Polozzi e Lombardelli. Quest’ultima inserirà il pane della patrona nei suoi “cestini di santa Rosa”, ricchi, tra l’altro, di vinsanto e dolci tipici viterbesi. Infine, si riconferma l’impegno della pasticceria Catanese che, come ogni anno, rinnova la tradizionale distribuzione, ad opera del Sodalizio, dei Facchini di marzapane ai bambini ricoverati nel reparto di pediatria di Belcolle.

 

«Tutto è pronto dunque per i festeggiamenti più importanti della nostra città – conclude il direttore – e, ancora una volta, è il buon artigianato a farla da padrone e a portare alto il vessillo della tradizione: il nostro patrimonio più grande e più importante continua ad essere la conoscenza, il know how, che ci viene dal passato e che si reinventa ed evolve nei mille e più metodi d’implementazione dei nostri artigiani, eccellenza ed orgoglio di Viterbo ».

 

Al termine di questo percorso alla scoperta delle dolcezze dedicate alla santa ai suoi Facchini, non resta che unirci al consueto “Evviva santa Rosa! Evviva i Facchini!”

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